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A.B. 9 gennaio 2016
Un percorso di eccellenza degli specialisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Cagliari presentato al Forum Innovare. Retinografo, telemedicina e gioco di squadra tra diabetologi e oculisti del San Giovanni di Dio. La tesi di Tommaso Ercoli
Retinopatia diabetica, nuove risposte per 30mila sardi


CAGLIARI - Il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale della Retinopatia diabetica con l’ausilio della Telemedicina fa capo al progetto di tesi presentato dal neolaureato in medicina Tommaso Ercoli al Forum Innovare per eccellere tenutosi a dicembre. Al lavoro scientifico hanno collaborato gli specialisti del servizio di Diabetologia, con in prima fila Rosangela Maria Pilosu, Pierpaolo Contini, Margherita Gessa, Carlotta Macis, Michela Denti e Maria Vitalia Ortu con i colleghi della Clinica oculistica universitaria del San Giovanni di Dio Maura Casu, Maurizio Fossarello e Luisa Murgia. Un risultato proficuo che testimonia l’importanza della collaborazione medica in staff a vantaggio dei pazienti, del percorso clinico e del sistema sanitario regionale.

La Retinopatia diabetica colpisce il 34,6percento delle persone con il diabete, ovvero il 5,5percento della popolazione generale. Tenuto conto che in Sardegna i diabetici sono 90223 (Istat 2014), oltre 30mila pazienti potrebbero avere una Retinopatia diabetica. «Nell’Isola, esiste una rete di assistenza diabetologica e oculistica diffusa sul territorio con possibilità di consulenze programmate con inevitabili liste d’attesa. Ma - spiega Ercoli - non c’è una vera mappa del problema Retinopatia e un registro dei pazienti Retinopatici perché i sistemi attualmente utilizzati non consentono la raccolta e l’archiviazione dei dati in modo strutturato». L’obbiettivo principale del progetto è nitido: «Migliorare l’assistenza ai diabetici facilitando l’interazione tra la Clinica oculistica e il reparto di Diabetologia, sfruttare l’innovazione tecnologica fornita dal Retinografo, strumento di ultima generazione capace di scattare e archiviare le foto al fondo dell’occhio senza dilatazione farmacologica pupillare, associato a un sistema di Telemedicina che - rimarca il dottor Ercoli - collega via internet il medico diabetologo con lo specialista retinologo».

Lo studio presentato al Forum Innovare per eccellere si sviluppa sull’interazione dei reparti dell’ospedale San Giovanni di Dio. Ovvero, tra servizio di Diabetologia, che ospita il retinografo, e Clinica oculistica, entrambi afferenti all’Azienda ospedaliero-universitaria. Il retinografo, non richiede una dilatazione farmacologica, è facilmente utilizzabile da personale non tecnico, pertanto l’installazione nel reparto di diabetologia permette un controllo opportunistico dei pazienti al momento di un normale accesso diabetologico. «La foto al fondo dell’occhio è estemporanea, veloce, facilmente ripetibile e archiviabile. La possibilità di collegare l’apparecchio a un servizio di telemedicina è la vera rivoluzione nel campo dello screening della Retinopatia. Abbiamo creato - aggiunge Tommaso Ercoli - un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale che garantisce ai pazienti diabetici un controllo sulle complicanze oculari. Si tratta di pazienti a rischio di possibile sviluppo di una Retinopatia diabetica importante che vengono mandati al reparto di oculistica dove svolgono un esame oftalmologico completo con i vari accertamenti. Il punto di forza del progetto è la capacità di creare, grazie all’innovazione tecnologica della Telemedicina e dei suoi strumenti associati, un collegamento più efficace tra il servizio di Diabetologia e la Clinica oculistica. Di fatto, un ruolo attivo del personale medico e infermieristico della diabetologia, ma soprattutto un risparmio di tempo per il paziente al quale viene offerto il monitoraggio continuo dello stato di salute della retina e un accesso più rapido alle cure».
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