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Red 24 gennaio 2016
E’ la rivoluzione che intende realizzare la proposta di legge del movimento La Base per risolvere alla radice il problema cronico dei pagamenti dei premi comunitari alle aziende agricole sarde che anche quest’anno si vedono messe in ginocchio per colpa delle promesse da marinaio e le inadempienze della politica e dell’ente pagatore nazionale Agea
«Ente pagatore sardo per i premi comunitari»


CAGLIARI - Ente pagatore sardo, termini certi per erogare premi e contributi a tutti, pena il commissariamento dell’Agenzia e procedimenti disciplinari per il dirigente incaricato. E’ la rivoluzione che intende realizzare la proposta di legge del movimento La Base per risolvere alla radice il problema cronico dei pagamenti dei premi comunitari alle aziende agricole sarde che anche quest’anno si vedono messe in ginocchio per colpa delle promesse da marinaio e le inadempienze della politica e dell’ente pagatore nazionale Agea. «Per risolvere i problemi non servono circumnavigazioni lessicali che hanno il solo scopo di dribblare l’ostacolo, ma serve studiare ed essere a contatto con chi lavora proponendo soluzioni concrete e serie che facciano l’interesse dei sardi» è il commento del presidente de La Base Efisio Arbau nel presentare la proposta di legge.

L'Agenzia agricola Argea è già organismo pagatore degli aiuti, premi e contributi in agricoltura grazie alla legge regionale 13 del 2006, che però a causa delle negligenze politiche non è stato mai attivato. «In pratica stiamo proponendo delle semplici modifiche alla legge 13 del 2006 – spiega il consigliere regionale de La Base Gaetano Ledda – necessarie per rendere operativa e pratica Argea. Fissiamo un termine (1 luglio 2016) entro il quale dovranno essere trasferite le competenze per i pagamenti nell’isola, sbloccando questa fase di transizione lunga 10 anni. Inoltre tuteliamo agricoltori e pastori indicando una data (30 novembre) in cui dovranno essere liquidate tutte le domande, anche quelle in anomalia. Eventualmente le somme, se non dovute, saranno recuperate dopo l'accertamento nel contraddittorio delle parti nell'annata successiva. Insomma si ribalta il problema che vedeva sempre soccombere la parte più debole, mentre l’altra, priva di responsabilità rinviava alle calende greche la risoluzione e liquidazione della pratica».

E non basta. «E’ finito il tempo del tanto paga pantalone, e del far ricadere tutte le conseguenze delle non decisioni e delle superficialità sulle imprese agricole – sottolinea Efisio Arbau -. Con queste modifiche si prevede infatti che se non saranno rispettati i termini per l’erogazione dei premi, che non dovrà andare oltre il 30 novembre, sarà commissariata l’Agenzia e si attiverà un procedimento disciplinare nei confronti del dirigente incaricato che oggi per assurdo mentre il produttore chiude l’azienda per le sue negligenze, si porta a casa anche il premio di produzione». «Chi legifera – secondo La Base – deve fare gli interessi di chi lavora e stabilire criteri chiari e precisi in cui alla fine siano chiare le responsabilità. Oggi per i premi comunitari nessuno ha colpe ed il solo a pagare a caro prezzo il conto e gli errori altrui è l’azienda agricola».
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