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Red 4 febbraio 2016
L’organismo consiliare, presieduto da Franco Sabatini, ha sentito i rappresentanti degli istituti di credito e dei consorzi universitari di Nuoro e Oristano
Finaziaria: Banche in audizione
«La cultura merita più attenzione»


CAGLIARI - Proseguono in Commissione Bilancio le audizioni sulla manovra finanziaria 2016. L’organismo consiliare, presieduto da Franco Sabatini, ha sentito i rappresentanti degli istituti di credito e dei consorzi universitari di Nuoro e Oristano. Il direttore generale del Banco di Sardegna, Giuseppe Cuccures, e il Capo Area Impresa Sardegna di Banca Intesa, Marcello Di Martino, hanno espresso apprezzamento per l’impianto complessivo della manovra finanziaria 2016: «E’ un documento ben articolato sul piano programmatico: si esce dal posizionamento difensivo e si pensa alla crescita puntando sulla competitività del sistema produttivo e sugli investimenti infrastrutturali. Un passo in avanti in un momento in cui si intravedono i primi segnali di ripresa economica». Ripresa che, secondo l’analisi delle banche, interessa soprattutto il turismo, l’agroindustria, gli investimenti tecnologici, mentre continua a soffrire il settore delle costruzioni anche se i dati sull’erogazione dei mutui alle famiglie (+32%) fanno ben sperare.

«Rispetto agli anni passati si registrano più investimenti e maggiori interventi a sostegno del sistema produttivo - ha detto Di Martino – un segnale incoraggiante per una Regione come la Sardegna con consumi ancora troppo bassi che impediscono all’economia di autofinanziarsi». Cuccurese ha sottolineato l’importanza di alcune scelte come il sostegno alle reti di impresa e i progetti di internazionalizzazione. «I processi di aggregazione sono decisivi per poter competere nei mercati globali – ha rimarcato il direttore del Banco – in settori strategici come il turismo e l’agroalimentare funzionano in modo ottimale». I rappresentanti degli istituti di credito hanno poi evidenziato il buon andamento del Fondo per le PMI da 300 milioni di euro (“finalmente decollato”) e del Progetto Jessica. «I 33 milioni di euro stanziati per lo sviluppo urbano sostenibile sono stati interamente utilizzati e hanno generato una ricaduta complessiva sul territorio di 112 milioni di euro – ha detto Cuccurese – l’auspicio è che il bando venga rinnovato».

Perplessità, invece, sulla decisione di aumentare Irap e Irpef. «La riduzione dell’imposizione fiscale per le imprese aveva avuto effetti positivi sul sistema economico, l’auspicio è che la scelta possa essere rivista». Su sollecitazione del presidente Sabatini, Di Martino e Cuccurese hanno poi parlato delle difficoltà nell’erogazione del credito agli agricoltori. «Non è vero che non c’è attenzione per il mondo delle campagne – ha detto Cuccurese – il Banco ha fatto la sua parte. I fidi “di campagna” non possono essere trasformati in fidi “di cassa”. Abbiamo aperto un tavolo con associazioni di categoria e assessorato all’agricoltura per studiare un piano di rientro e mettere a disposizione nuove risorse. Serve però un percorso chiaro». Attenzione per il mondo agricolo ha assicurato anche il responsabile di Banca Intesa Marcello Di Martino che ha annunciato lo stanziamento di 7 miliardi di euro a livello nazionale da parte dell’istituto di credito. «Una parte rilevante andrà alla Sardegna – ha spiegato Di Martino – abbiamo già contattato l’assessorato. Puntiamo molto sui progetti di filiera per poter finanziare anche piccolo realtà che altrimenti non avrebbero possibilità di accesso al credito».

Sulla necessità di puntare sugli investimenti, in un momento di crisi profonda come quella che ha colpito la Sardegna, ha insistito anche il presidente della Fondazione Banco di Sardegna Antonello Cabras. «In un momento in cui la finanza pubblica registra una forte contrazione di risorse bisogna ingegnarsi e andare a cercare i soldi nel mercato – ha suggerito Cabras – è un terreno che finora non è stato esplorato ma che potrebbe offrire grandi opportunità. Il discorso può essere fatto per il sistema aeroportuale, per la gestione dei rifiuti e del sistema idrico. Ciò non significa privatizzare l’acqua ma governarla in modo efficiente. In questo quadro la Fondazione potrebbe essere un investitore da affiancare alla Regione che rappresenterebbe anche una garanzia per le finalità da perseguire». Tra i settori da sostenere, secondo Cabras, quello della cultura merita un’attenzione particolare: «Non sono tra quelli che pensano che la cultura non dia da mangiare – ha detto il presidente della Fondazione – oggi, con il venir meno delle risorse pubbliche, musei e attività culturali sono a rischio chiusura. E’ un aspetto che non si deve trascurare perché la cultura e il sistema che vi ruota attorno genera prodotto interno lordo».

Nella foto: Antonello Cabras
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