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A.B. 5 febbraio 2016
«Lo stato di abbandono della più grande necropoli punico-romana del Mediterraneo è il disastroso biglietto da visita di una città senza identità, che non sa sfruttare i suoi gioielli per creare opportunità, reddito e occupazione», è stato dichiarato questa mattina dal portavoce della lista civica Cambiavento Francesco Accardo e dal candidato sindaco Pierpaolo Vargiu
Salvare Tuvixeddu: Cambia Cagliari propone il suo progetto


CAGLIARI - Mentre la piattaforma di “Cambiamo insieme Cagliari” registra l'accesso di centinaia di cagliaritani che scrivono la propria idea di città, Il cosiddetto “Tour delle occasioni sprecate” di #CA_mbia Ca_gliari, ha fatto tappa questa mattina (venerdì) a Tuvixeddu, «accolto da un malinconico cartellone scolorito "Cagliari ti abbraccia", dimenticato non si sa da chi. Ma è l'unica traccia di presenza umana – è stato sottolineato - la ruggine che corrode i pilastri dell'ingresso di Via Falzarego fa pensare più all'archeologia industriale, che ad una sfolgorante attrattiva turistica». «Siamo a Tuvixeddu, ma potremmo essere in una periferia urbana qualsiasi: non un segnale turistico, non una indicazione sul sito, non un depliant e neppure un parcheggio per l'eventuale visitatore», dice Francesco Accardo, portavoce della lista civica Cambiavento, che insieme a Pierpaolo Vargiu, candidato sindaco e vincitore delle primarie di #CA_mbia Ca_gliari, ha illustrato i progetti per Tuvixeddu.

«Il futuro sindaco di Cagliari – sottolinea Vargiu – avrà l’obbligo di dare un volto nuovo alla scommessa, che oggi sembra perduta, di Tuvixeddu, ma anche di risolvere definitivamente una controversia che ci è già costata 80milioni di euro di soldi nostri, ma che non ci ha dato in alcun modo la disponibilità di questa immensa area, ridotta a un collegamento in calcestruzzo tra l’ingresso abbandonato di Via Falzarego e il centro servizi del parco, tristemente chiuso da quindici anni». Come se non bastasse il parchetto comunale di Tuvixeddu sarebbe persino abusivo in quanto, pare, realizzato sull'area oggetto dell'accordo di programma, mai rispettato dal Comune, con il rischio di alte cause legali, il cui conto verrebbe nuovamente pagato dai cagliaritani.

«Noi critichiamo l'assoluta mancanza di scelte su Tuvixeddu – insiste Accardo – che impedisce al bene di essere funzionale a qualsiasi scommessa di sviluppo della città. Tuvixeddu è un “bene sequestrato” a Cagliari e ai cagliaritani. È un gioiello chiuso in cassaforte, che nessuno può apprezzare e che perciò non contribuisce a fare bella la città e non aggiunge neppure un posto di lavoro al nostro dramma economico. Tuvixeddu rappresenterebbe potenzialmente una delle attrattive più importanti della città: oggi è soltanto un giardinetto desolato e senza appeal, persino difficile da raggiungere e impossibile da conoscere e da visitare».

Insomma, «2500 anni di storia della Sardegna, dai Punici ai Romani, dalla città giudicale ad Alberto, La Marmora, fino ad arrivare alle due guerre, non possono essere trasformate in un anonimo, piccolo parco urbano, che non rende assolutamente giustizia ad un’area considerata straordinaria per continuità d’utilizzo a livello nazionale e internazionale. Cambiavento e #CA_mbia CA_gliari non intendono rassegnarsi a questo scempio: ci batteremo invece per riaprire il dialogo politico tra l’amministrazione pubblica, in questo caso comunale, e il privato per arrivare alla realizzazione del Pantx e del Mantx, ovvero il parco archeologico e il museo archeologico della necropoli di Tuvixeddu».

Due realizzazioni di cui già esistono i progetti esecutivi e che garantirebbero una completa fruizione della necropoli senza barriere, permetterebbero un’area di esposizione museale dei reperti trovati e che si troveranno ancora a Tuvixeddu, creerebbero un’area di restauro come laboratorio didattico per i giovani universitari, un’area ristorazione e un’area bookshop a vocazione commerciale. Tuvixeddu può essere uno dei biglietti da visita mondiali della città e può da solo generare nuovo reddito e nuove buste paga per i cagliaritani. «Ma, perché questo si realizzi – concludono - il futuro sindaco dovrà essere capace di trovare una soluzione che faccia di Tuvixeddu un motore dello sviluppo culturale ed economico della città, sottraendolo al suo attuale destino di “parchetto pubblico anonimo. Cagliari e i cagliaritani si meritano e vogliono di più!».
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