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Salvatore Cicu 16 febbraio 2016
L'opinione di Salvatore Cicu
Tunisia, non si confonda la democrazia con l'export


Si ai processi di democratizzazione che sostengano la stabilità politica della Tunisia, no a qualsiasi provvedimento che rafforzi l'export tunisino a scapito delle economie locali dei nostri territori. Il voto che oggi si tiene in Commissione Inta non riguarda affatto, come qualcuno erroneamente dichiara, il sostegno all'olio tunisino, bensì il rafforzamento di una politica di affiancamento democratico da parte dell'Europa allo Stato tunisino.

Lo spettro del terrorismo è una piaga contro la quale abbiamo il dovere di essere vicini ad un alleato come la Tunisia. Questo, però, non può ne deve​portare ad una confusione sui provvedimenti in corso. Oggi si vota per un processo di stabilità politica, non per un intervento commerciale. Il 25 febbraio confermerò il mio no al Regolamento che regola l'export dell'olio tunisino, abbiamo il dovere di ribadirlo senza indugi: sostenere le difficoltà economiche della Tunisia non significa dover compromettere i flussi commerciali dell’olio prodotto in Italia.

Questo comporterebbe che i nostri mercati sarebbero invasi da un prodotto che causerebbe per ovvie ragioni il crollo del prezzo, e come conseguenza una pericolosa e ulteriore flessione di un settore già in profonda crisi. Di fronte ad una prospettiva come questa, abbiamo il dovere di negoziare equilibri diversi, ma soprattutto fare chiarezza: sì alla tutela delle nostre risorse, sì a politiche di compensazione e di incentivo verso un sistema europeo che crei vantaggio e slancio per le aziende esistenti, no a politiche commerciali di indebolimento per il sistema produttivo sardo.

* europarlamentare del Ppe
Commenti
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