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A.B. 18 febbraio 2016
L´attore nuorese porta sul palco dell´Auditorium Comunale di Piazza Dettori, a Cagliari, “Bachisio Spanu/l´epopea di un contadino sardo alla guerra”, del Bocheteatro
Teatro: il Viaggio nella memoria di Carroni


CAGLIARI - Viaggio nella memoria con “Bachisio Spanu /l'epopea di un contadino sardo alla guerra”. del Bocheteatro, in cartellone domani, venerdì 19 febbraio, alle ore 11 ed alle 21, per un duplice appuntamento all'Auditorium Comunale di Piazza Dettori (Piccolo Auditorium), a Cagliari, sotto le insegne del Cedac/Circuito Multidisciplinare della Sardegna: una matinée per le scuole (inserita nella Stagione di Teatro Ragazzi) ed una replica speciale (fuori abbonamento) per La Grande Prosa. Sotto i riflettori, l'attore nuorese Giovanni Carroni, nel ruolo di un un fante della Brigata Sassari che tra flashback visionari e personali considerazioni, in una sorta di diario dal fronte, racconta la Grande Guerra.

Una cronaca avvincente ed in prima persona, una ricostruzione insieme amara e struggente dell'efferatezza del conflitto, lontana dall'astrazione degli storici e degli strateghi, attraverso lo sguardo di un protagonista (suo malgrado) dell'immane catastrofe. Liberamente tratto da “Un anno sull’Altipiano”, di Emilio Lussu, con inserti dal monologo“Roccu 'u stortu”, di Francesco Suriano (tradotti in Campidanese da Rossana Copez), lo spettacolo, con drammaturgia e regia di Marco Parodi, rievoca una pagina tragica della Storia d'Europa attraverso la testimonianza di un soldato che ha sofferto la fame ed il freddo nelle trincee, ed ha sperimentato la paura e la disperazione, guardando la morte in faccia tra il rumore degli spari e il crepitio delle mitragliatrici.

Un racconto vivido e coinvolgente,in cui il ricordo dei momenti più drammatici e tesi si intreccia alle amare riflessioni sul senso del conflitto, sull'inutile sacrificio di vite umane per ridisegnare scenari e delicati equilibri. La grande e terribile avventura bellica ha trasformato il mondo e la società, lasciando segni indelebili nel paesaggio, ma soprattutto nella coscienza di quanti, contadini e operai, studenti ed insegnanti, medici, intellettuali e poeti, strappati al loro lavoro e alle loro occupazioni, hanno sperimentato sulla propria pelle la distanza tra i proclami e gli inni eroici, e la prosaica e crudele realtà.

Nella foto: Giovanni Carroni
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