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A.B. 4 marzo 2016
«Dalla Regione, grande impegno per un´economia sostenibile», assicura il vicepresidente della Regione Autonoma della Sardegna Raffaele Paci
Bioedilizia: nuova sfida per le imprese sarde


CAGLIARI - «Crediamo fortemente in una Regione che sia sostenibile dal punto di vista energetico, ma anche nel campo dell’edilizia. Oggi parliamo di bioedilizia, e il settore pubblico ha una grande responsabilità perché è il committente di gran parte dei lavori pubblici e allo stesso tempo detta le regole per i lavori privati». Così, l’assessore regionale della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci ha aperto il convegno “Edilizia sostenibile, la domanda pubblica si indirizza alla sostenibilità ambientale: le imprese sarde sono pronte?”, nelle sale del Convento di San Giuseppe, a Cagliari.

Sull’edilizia sostenibile, la Regione Autonoma della Sardegna ha scommesso e puntato molto già nella fase della programmazione dei fondi europei 2014-2020. Infatti, con la Strategia di Specializzazione Intelligente S3 ha individuato come il posizionamento competitivo dell’Isola possa trovare fondamento sul concetto di bioeconomia con l’utilizzo sostenibile delle risorse disponibili. Temi centrali di questo indirizzo strategico sono l’energia e l’edilizia sostenibile, affrontati anche nel Piano Energetico Ambientale Regionale, di recente approvazione. «La nostra S3, la Strategia di specializzazione intelligente appunto, indica quali sono i settori nei quali nei prossimi anni la nostra regione può specializzarsi – ha sottolineato il vicepresidente della Regione - Settori tradizionali come agroalimentare, turismo, beni culturali, ma anche altri settori ad alta tecnologia come l’information technology, le app, i servizi informatici e l’aerospazio. Insieme a questi, abbiamo lanciato l’economia sostenibile e infatti anche sul palcoscenico mondiale di Expo ci siamo presentati con i pannelli per la bioedilizia, dicendo così chiaramente dove vogliamo puntare. Vogliamo una Sardegna totalmente carbon free e lavoriamo con grande impegno in questa direzione».

Alla fine del 2015, a livello nazionale, è stato approvato il collegato ambientale che impone a tutti gli appalti pubblici alcune norme in tema di sostenibilità in campo ambientale, in particolare per l’edilizia. «Anche nella nostra legge di riforma degli enti locali abbiamo inserito alcune regole che vanno in questa direzione - ha ricordato Paci - Crediamo fortemente nel ruolo pubblico che permette di centrare contemporaneamente due importanti obiettivi: da una parte si continua a rilanciare l’economia incentivandola con gli investimenti pubblici, dall’altra dettiamo regole in tema di sostenibilità. Entrambe le cose vanno a favore anche delle nostre piccole imprese che hanno grandi competenze in questo settore e sono certamente pronte a raccogliere le nuove sfide del mercato».

Le disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali sono un punto di svolta nella diffusione degli acquisti pubblici ecologici, su cui la Sardegna si attesta come regione all’avanguardia, e prevede l’obbligo di introdurre i Criteri Ambientali Minimi nel 100percento dei bandi di gara per l’acquisto di forniture e servizi che comportano consumi rilevanti di energia (per esempio, i servizi energetici per gli edifici) adottando il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. La giornata di lavoro di oggi (venerdì), promossa da Sardegna Ricerche e dalla Regione Sardegna, nasce nell’ambito del programma di accompagnamento alla Rete di imprese Sardegna Produce Verde, imprese che hanno fatto dell’innovazione sostenibile il proprio vantaggio competitivo a conferma dell’esistenza di una forte sensibilità ambientale diffusa nell'Isola.

Nella foto: un momento dell'intervento del vicepresidente regionale Raffaele Paci
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