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Red 13 marzo 2016
Lo denunciano Gianni Lampis e Paolo Truzzu, Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia-An, dopo che con un documento ufficiale il dirigente dell’assessorato alla Sanità e Assistenza sociale invita a utilizzare le vecchie disposizioni in materia di Isee, benché queste siano state sconfessate dalla Giustizia amministrativa
«Graduatorie sballate col nuovo Isee»


CAGLIARI - «La Regione Sardegna si pone al di là della legge, ignora il Consiglio di Stato che aveva bocciato il nuovo Isee e continua a far stilare ai Comuni le graduatorie per accedere ai servizi sociali utilizzando parametri illegittimi». Lo denunciano Gianni Lampis e Paolo Truzzu, Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia-An, dopo che con un documento ufficiale il dirigente dell’assessorato alla Sanità e Assistenza sociale invita a utilizzare le vecchie disposizioni in materia di Isee, benché queste siano state sconfessate dalla Giustizia amministrativa. Il consiglio di Stato, infatti, aveva dato ragione alle famiglie bocciando il nuovo Isee del Governo, in quanto pensioni d'invalidità e indennità di accompagnamento non vanno conteggiate come reddito.

L’allarme era stato lanciato da Gianni Lampis che, con un’interpellanza presentata in Consiglio regionale da primo firmatario, denunciava: «Il nuovo Isee non rispetta i principi di meritocrazia e di vera solidarietà di uno Stato sociale che vuole tutelare le fasce deboli della nostra popolazione. Sembra, invece, più un'operazione di polizia fiscale che sta già colpendo in particolar modo gli studenti fuori sede e i cittadini di piccoli e medi comuni».

«Se sbagliare è umano, perseverare è diabolico», aggiunge Paolo Truzzu, consigliere regionale FdI. «Aver adottato nei mesi scorsi i parametri del nuovo Isee ha generato delle graduatorie sballate e continuare a utilizzare lo stesso discrimine, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, porterà a nuovi errori e inevitabili ricorsi da parte di chi è stato ingiustamente escluso». «Intervengano subito Pigliaru e l’assessore alla Sanità, affinché al danno per i cittadini bisognosi, che rimangono fuori dai contributi previsti dalla legge 162 e dall’assegnazione delle borse di studio universitarie, non si aggiunga anche la beffa di un danno erariale per le casse regionali», concludono gli esponenti del movimento di Giorgia Meloni.
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