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A.B. 14 marzo 2016
«Calpestate, erose, degradate, spianate: così si presentavano le dune domenica mattina alle migliaia di persone che hanno affollato il Poetto», dichiarano i responsabili della sezione cagliaritana dell´associazione ambientalista
Allarme Legambiente: dune Poetto degradate


CAGLIARI - Il risultato positivo delle opere di riqualificazione del lungomare del Poetto, con incremento della frequentazione da parte dei cittadini dell'area urbana, rende urgentissima l'opera di protezione ed implementazione del sistema dunale sopravvissuto, per completare e migliorare l’intervento finora eseguito. Questo il punto di vista dei rappresentanti della sezione cagliaritana di Legambiente, che spiegano come la duna artificiale dell'eco-filtro ad oggi predisposta, al confine tra lungomare e spiaggia, appare insufficiente: la sua profondità è limitata, è frequentemente interrotta da strutture di vario tipo come i “Dek” ed i baretti. “Le opere, gli accessi non regolamentati, la mancanza di barriere e di segnalazioni minacciano le dune sopravvissute e la vegetazione autoctona che le forma e le mantiene”, spiegano.

Dopo il sopralluogo effettuato il 28 febbraio, erano stati evidenziati dei punti deboli nell'azione dell'Amministrazione: “non è prevista una delimitazione delle dune esistenti per permettere al pubblico di riconoscerle e rispettarle; non sono in opera (e forse neanche finanziate) le opere di formazione delle passerelle necessarie a sovra passare le dune naturali e quelle formate dall'ecofiltro appena posto in opera, atte ad impedirne il calpestio”. Ieri mattina (domenica), Legambiente ha effettuato un'azione dimostrativa alla quarta fermata, delimitando con un nastro i lembi di duna che sopravvivono al degrado antropico ed alla erosione provocata dalle frequenti mareggiate. I dirigenti dellìassociazione hanno potuto evidenziare la fragilità del sistema naturale, posto a confronto con le nuove opere, alle centinaia di persone che si sono avvicinate al punto informativo, preoccupate per la prospettiva di recupero ambientale del litorale.

«Molti – spiegano - ci hanno fatto notare che per accedere dal lungomare pedonale alla battigia si è costretti a calpestare il cordone dell’ecofiltro (ormai degradato in decine di tratti), oppure percorrere chilometri per trovare un passaggio regolare, non essendo state posizionate le previste passerelle, che comunque sono impostate ad un livello tale da interrompere la continuità della barriera di protezione. In alcuni tratti le dune sono state letteralmente spianate per permettere il posizionamento di alcuni campi di beach-volley. Allo stato attuale appaiono insufficienti i servizi igienici pubblici: intorno alla quarta fermata, ad esempio, non vi è alcun servizio per centinaia di metri. Inoltre, appaiono contraddittori i progetti di localizzazione delle concessioni balneari, perché in alcuni elaborati le aree previste in concessione sembrano occupare dune e vegetazione, in contrasto con il Pul e le direttive europee in merito».

Legambiente propone quindi che siano urgentemente eseguiti l'individuazione e delimitazione di tutte le aree nelle quali la vegetazione naturale è presente; l'individuazione e delimitazione intorno a tali aree di un franco adeguato, circa 5metri; il divieto di calpestio delle aree delimitate, segnalato con apposita cartellonistica; la predisposizione di passaggi sopraelevati per il superamento delle aree dunali delimitate. Poi, per Legambiente appare indispensabile un intervento nel quale dovranno essere predisposti una campagna di monitoraggio dotata di sistemi adeguati di osservazione e misurazione; un più ampio sistema di osservazione della dinamica litorale che inquadri scientificamente il Poetto nel complesso del Golfo degli Angeli e del retrostante sistema lagunare, capace di osservare il rapporto tra le dinamiche naturali e sistema urbano.

«Pertanto, facendo tesoro delle esperienze positive di successo, utili a ricostituire i complessi dunali con interventi pluriennali, attuate in molti litorali della Sardegna da Stintino a Posada, da Villasimius a Chia, rivolgiamo un appello all'Amministrazione Comunale di Cagliari per un intervento urgente, prima che si avvii la stagione balneare, per completare le opere di salvaguardia e fruizione corretta dell'arenile: sistemando recinzioni e segnalazioni delle dune naturali, delle aree degradate ed in depressione e del cordone dell'ecofiltro; mettendo in opera idonee passerelle di accesso alla battiggia; provvedendo ad avviare le altre opere ed attività di gestione e monitoraggio descritte; installando appositi sistemi di aiuto all'implementazione delle dune, del tipo incannucciato o simili; ubicando le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari in aree prive di dune ed alla distanza di 5metri dalla vegetazione naturale».
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