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A.B. 28 marzo 2016
Questa mattina, il gruppo di programma ha tenuto una conferenza stampa nell´aeroporto di Elmas, alla presenza del candidato sindaco Pierpaolo Vargiu
#Ca_mbia Ca_gliari: 500 firme per il futuro della città


CAGLIARI - Il gruppo di programma di #Ca_mbia Ca_gliari, in particolar modo attraverso la piattaforma web Cambiamoinsiemecagliari, ha raccolto oltre cinquecento contributi sul futuro della città. Sulla continuità territoriale sono arrivati decine di contributi, che sono stati elaborati e portati a sintesi da alcuni esperti, coordinati dal professor Roberto Devoto, docente di Trasporti presso la facoltà di Ingegneria dell'Università di Cagliari. Più Cagliari isolata, che isolana, secondo quanto spiegato nella conferenza stampa tenuta questa mattina (lunedì) nell'aeroporto di Elmas, alla presenza del candidato sindaco Pierpaolo Vargiu, sottolinenando come non ci siano più posti disponibili nei voli in programma da domani a giovedì verso Milano e Roma.

“La continuità territoriale è indispensabile per la libera circolazione delle persone e, conseguentemente, per lo sviluppo economico di Cagliari e della Sardegna! Potersi spostare in un modo equivalente rispetto a qualsiasi altro cittadino italiano – è stato sottolineato - è un diritto dei sardi, che dovrebbe essere adeguatamente protetto dallo Stato (purtroppo l'accordo Prodi-Soru del 2007 trasferisce invece alla Regione gli oneri relativi a tale garanzia). Una continuità territoriale che funzioni non è indispensabile solo per esigenze correlate allo sviluppo turistico (una meta costosa e incerta diventa “irraggiungibile”), ma anche per qualsiasi altra esigenza “quotidiana e non prevedibile con largo anticipo”: appuntamenti di affari, di studio, sanitari etc”.

Sono quindi stati ricordati i tre principi base della Continuità territoriale: certezza dello spostamento; la certezza della tariffa; elevato indice di servizio (inteso come funzione di frequenze settimanali, possibilità di A+R in giornata, servizi flessibili e regolari), sottolineando come, “nessuno di questi tre parametri è soddisfatto dalla attuale continuità territoriale”. Secondo quanto dichiarato questa mattina, nei periodi di picco (festività, ponti, eventi, concentrazioni estive), l'offerta sarebbe costantemente insufficiente e la mobilità alternativa è solo nei low cost, che, nei periodi di picco, “non sono affatto "low cost" e hanno tariffe spesso superiori al doppio di quelle della continuità territoriale”. Sono quindi stati fatti degli esempi di “tariffe medie low cost andata e ritorno” dal 25 al 29 marzo verso Bergamo (325euro), Roma-Ciampino (174) e Milano-Malpensa (224).

Il gruppo di programma è quindi passato alle considerazione sull'argomento, chiarendo come i picchi di domanda siano assolutamente prevedibili e si realizzano ogni anno nelle stesse date, note a tutti, con algoritmi che si ripetono. Ma, anche quest'anno, nella settimana pasquale, nonostante l'aumento di circa 80percento dei posti disponibili, la domanda ha ampiamente saturato l'offerta, a conferma di una progettazione e pianificazione inadeguata. Inoltre, recenti studi sulla mobilità, certificano che una parte significativa del traffico passeggeri su Roma e Milano è in realtà destinato ad aree che hanno altri aereoporti come riferimento prioritario (Torino, Verona, Bologna, Napoli, Bari) ed addirittura che almeno il 15percento dei passeggeri utilizza i due aereoporti della CT1 come scalo di transito. Infine, che la continuità territoriale aerea non si realizza in regime di mercato. La CT1 costa alle casse pubbliche circa 46milioni di euro. Di questi, circa 33 sono destinati alla continuità territoriale dal capoluogo. Recentemente, lo Stato ha accordato alla Regione Sardegna ulteriori 30milioni di euro, che dovrebbero essere destinati ad un nuovo bando che consenta di superare le attuali criticità.

Per Ca_mbia Ca_gliari bisognerebbe quindi puntare su nuovi parametri di qualità, nuovi criteri di contribuzione e nuove destinazioni (Continuità territoriale 2). In pratica, la Regione Autonoma della Sardegna dovrebbe mettere a punto un nuovo assetto (rotte, frequenze giornaliere e stagionali, penali, ecc.) della continuità territoriale che non si concentri esclusivamente sulla tariffa (come quella attuale), ma presti grande attenzione anche alla frequenza ed alla adeguatezza dei servizi giornalieri, nelle differenti stagioni e/o periodi di punta, per garantire certezza e regolarità del servizio. La contribuzione regionale dovrebbe essere accordata esclusivamente tramite una scala studiata ad hoc per ogni linea, che premia proporzionalmente il vettore che uguaglia o supera di una certa percentuale la quota annuale di domanda standard sulla rotta e, contemporaneamente, soddisfa pienamente la domanda nei periodi critici, con adeguate percentuali di puntualità. In questo modo le compagnie avrebbero tutto l’interesse a promuovere e “vendere posti” per la Sardegna, per raggiungere i valori di domanda che portano ad avere i contributi più alti. Le nuove risorse disponibili dovrebbero essere utilizzate anche per far ripartire la Ct2 (15 milioni di euro potrebbero essere sufficienti a coprirla per intero), con il risultato di favorire la mobilità verso destinazioni attualmente richieste, ma non adeguatamente coperte, decongestionando i due scali della Ct1.

Nella foto: un momento della manifestazione di lunedì
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