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Red 11 gennaio 2017
Il consigliere comunale di Forza Italia Manuel Alivesi interviene sull’ordinanza del sindaco di Sassari Nicola Sanna sul degrado degli edifici cittadini e sullo stato di abbandono dell’edificio ex “Conceria Costa”, poi sede dell’ex Mobilificio di Pino Mura, “Pino Mù”, all’ingresso della città
Sassari: Tour di Alivesi nel degrado


SASSARI – «Recentemente, il sindaco Nicola Sanna ha deciso con apposita ordinanza di porre rimedio al degrado degli edifici cittadini, chiedendo ai sassaresi di attivarsi al fine di ripristinare il decoro in città. Noi riteniamo necessario che anche l’Amministrazione faccia la sua parte facendosi carico anche di alcune situazioni che sembrano irrisolvibili per i privati e che hanno forte impatto visivo». Inizia così l'intervento del consigliere comunale di Forza Italia Manuel Alivesi, che commenta l'ordinanza firmata dal primo cittadino di Sassari.

Alivesi fa un “tour virtuale” della città, sottolineando alcune situazioni da risolvere. Tra Via Padre Zirano ed il sottopasso di Santa Maria, per esempio, «esiste da tempo immemore una struttura oramai abbandonata al degrado e che rappresenta un pessimo biglietto da visita per uno dei principali ingressi della Città. Si tratta della famosa struttura delle ex concerie, in pessime condizioni, che è in mano a diversi privati». Più di un secolo fa, nel 1899, fu stata la prima ad essere illuminata dalla corrente elettrica, insieme alla sala consiliare provinciale di Palazzo Sciuti, in Piazza d'Italia. Il passato industriale del grande edificio delle ex concerie Costa fa risalire la sua costruzione al 1850 per opera della famiglia Vielà che procedette nell'attività delle concerie fino a fine secolo per poi venderla ai Costa, che a loro volta la detennero fino a dopo la seconda Guerra mondiale, però le concerie hanno operato fino al primo trentennio del Novecento. Quindi vi si impiantò, riadattando i locali, il grossista di alimentari Enrico Enrichetto. Alla fine degli Anni Settanta, l’ultimo ad aver sede tra le antiche mura fu il mobilificio di Pino Mura, fino all'incendio della metà degli Anni Ottanta, che ha contribuito allo stato attuale.

«Poi il degrado e l'abbandono», prosegue Alivesi, che ricorda come in origine, l'area fosse terreno coltivabile appartenente ai Francescani Claustrali di santa Maria di Betlem («a cui forse - riferisce Ponzeletti - si deve il toponimo Campulongu, indicante l'estensione in lunghezza del grande fondo coltivato a ortaggi»). Su una parte di questi orti sorsero la conceria, il confinante ex mercato generale, nato ai primi del Novecento, e la ferrovia vicina. Attualmente il grande edificio, di cui purtroppo resta ben poco, è stretto tra le vie ad alto scorrimento di traffico in una zona ancora non definita urbanisticamente. Secondo il progetto per la realizzazione del nuovo centro intermodale, proprio lì sono previste delle opere collaterali, come il tunnel che dovrebbe portare i bus dalla nuova stazione in Via XXV Aprile alla rotonda di Via Padre Zirano. Tutta la zona cambierà aspetto e funzioni, anche se il muro dell'ex mercato ortofrutticolo è vincolato dalla Sovrintendenza. Nel traffico che scorre con “isterismo” tra la periferia industriale della città ed il centro, tra il sottopassaggio dove inizia Via Predda Niedda Nord e Via Padre Zirano, poco distante dalla chiesa di santa Maria di Betlem c'è una costruzione di cui resta solo lo scheletro esterno.

Dai perimetri delle finestre si vede il cielo, tra rami e grovigli quasi sepolti dalla vegetazione. Palme alte, un po' storte, rovi e tanti rifiuti fanno da corredo ed al di la si cela il pezzo di storia industriale di Sassari, ovvero le ex Concerie Costa. «Si tratta di pezzi di storia più o meno recente, semplicemente abbandonati a se stessi, all'incuria e per questo, a volte, anche all'oblio quotidiano. Ci chiediamo se l’Amministrazione, in relazione al più volte annunciato imminente inizio dei lavori di realizzazione del nuovo “centro intermodale”, abbia intenzione di provvedere ad interloquire con i privati proprietari della prestigiosa area dell’Ex conceria Costa, al fine di restituire decoro in uno dei più importanti e trafficati ingressi cittadini», conclude l'esponente forzista.
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