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Red 14 gennaio 2017
Il capogruppo dei Riformatori Sardi-Liberaldemocratici in Consiglio Regionale Attilio Dedoni ha presentato una mozione, sottoscritta dall´intera coalizione di Centrodestra, sulla prevista chiusura del Centro dell´ospedale cagliaritano
«No alla chiusura del Centro sclerosi multipla del Binaghi»


CAGLIARI - Correggere il Piano per la riorganizzazione della rete ospedaliera che prevede il declassamento del Centro sclerosi multipla dell’ospedale Binaghi di Cagliari da reparto di degenza a servizio ambulatoriale e tenere ancora per un anno la direzione in capo alla sua fondatrice, Maria Giovanna Marrosu, per non ridurre il livello di assistenza e non disperdere un patrimonio di eccellenza riconosciuto a livello internazionale. Lo chiede il capogruppo dei Riformatori Sardi–Liberaldemocratici Attilio Dedoni, in una mozione con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Regionale, già firmata da ventitre consiglieri dell’opposizione e che, riferisce il presentatore, «si auspica, dato l’argomento, possa essere successivamente sottoscritta anche da esponenti della maggioranza».

«Il Centro - si legge nella mozione - a cui fanno capo ben 4.138 pazienti su circa 7mila sardi affetti da sclerosi multipla, dispone di dodici posti letto ed un’apparecchiatura per la risonanza magnetica - e rappresenta - un’eccellenza nazionale e non solo, tanto che offre cure ed assistenza a pazienti provenienti anche dall’estero - in una regione che - risulta essere in cima alla classifica nazionale» per la diffusione della malattia. Il merito è soprattutto dell’impegno e delle capacità, «riconosciute a livello internazionale, della professoressa Marrosu, attuale direttore del Centro».

La nuova rete ospedaliera, prosegue la mozione, «potrebbe prevedere la chiusura del reparto presso l’Ospedale Binaghi» ed il suo trasferimento al San Giovanni di Dio come servizio ambulatoriale, «ciò significherebbe per i pazienti non avere più la possibilità di essere ricoverati e non poter mantenere l’attuale livello di assistenza». Per questo, i firmatari chiedono che l’Esecutivo riferisca in Aula sulle prospettive future del Centro, con l’invito a valutare con attenzione le conseguenze del declassamento, «poiché tale decisione potrebbe vedere compromesso il diritto alle cure e all’assistenza di migliaia di sardi e potrebbe far perdere le eccellenze raggiunte».

A tutto ciò, si aggiunge la richiesta di pensionamento anticipato presentata dalla professoressa Marrosu a maggio 2016, successivamente revocata «a seguito di forti richieste da parte della Società Italiana di Neurologia e delle associazioni dei malati». L’Università di Cagliari, «contrariamente ad altre occasioni in cui la revoca è stata accolta», ha respinto la richiesta di revoca e pertanto, da febbraio, il Centro sarà privato della sua direttrice e fondatrice. Per questo, la mozione invita a «considerare la possibilità di mantenere in servizio almeno per un anno la professoressa Marrosu, senza retribuzione come è anche previsto dall’attuale legislazione in materia e come già verificatosi in altre occasioni, al fine di evitare che siano sempre i più deboli a pagare le conseguenze di scelte puramente ragionieristiche calate dall’alto».
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