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Red 18 marzo 2017
Oltre 27mila lavoratori, il 51percento è donna. Il 60percento è impiegato in pubblici esercizi. Questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto di sintesi sul lavoro nel turismo in Sardegna, elaborato da Federalberghi
In Sardegna 3,1 aziende ogni cento abitanti


ALGHERO - In Sardegna, ogni cento abitanti ci sono 3,1 aziende turistiche, una densità più alta di quelle che si riscontrano nel Mezzogiorno (2,47) ed in tutta Italia (2,89). Nell'Isola, complessivamente operano nel settore 5.090 imprese, che danno lavoro a 27.608 persone. E' quanto emerge dal rapporto di sintesi sul lavoro nel turismo in Sardegna, elaborato da Federalberghi.

I dipendenti per azienda in Sardegna, 5,3, rappresentano il valore più alto del Mezzogiorno: su oltre 27.600 lavoratori il 51,3percento è di sesso femminile, mentre i maschi sono il 48,9percento. Si tratta di operatori professionalizzati che hanno tra i venti ed i quarant'anni: 32,6percento tra i venti ed i trent'anni; 26,3percento tra i trenta ed i quarant'anni. Sotto i vent'anni solo il 13percento, tra i quaranta ed i cinquanta il 19,2percento ed oltre i cinquanta solo l'8,9percento. La maggior parte di loro ha mansioni operative (22.216, cioè il 81,3percento). Gli amministrativi sono invece 3.182 (pari all'11,4percento), mentre gli apprendisti sono 633 (6,7percento), i dirigenti 18 (0,01percento) ed i quadri 89 (pari allo 0,5percento).

Se si va a vedere la tipologia di contratti applicata, il 56,7percento (15.644) ha un contratto full time, il 39,1percento un part time orizzontale (10.788), il 2,6percento un part time misto (718) e solo l'1,6percento un part time verticale (458). La maggior parte di essi lavora nei pubblici esercizi (60,6percento), come accade anche nel resto d'Italia, dove però la percentuale sale al 73percento. Poi, nei cosiddetti servizi ricettivi (33,1percento) e negli stabilimenti termali (3,95percento). Pochi operano nel campo dell'intermediazione (2,1percento) e quasi nulla la percentuale di coloro che lavorano in parchi divertimento (0,21percento). Una quota dei lavoratori del settore è straniera: si parla di 2.387 operatori, pari al 9,6percento del totale, mentre nel Mezzogiorno la percentuale sale al 12,7percento e nel resto della Penisola al 4,6percento.

“Ancora una volta il turismo dimostra di essere un settore vivace, che continua a crescere e soprattutto a professionalizzare sempre più, i suoi addetti – osserva il presidente regionale di Federalberghi Paolo Manca - Nello specifico, i dati della nostra Isola dimostrano il percorso di miglioramento della qualità dei propri collaboratori intrapreso dagli operatori per poter meglio competere in un mercato sempre più globale. Un settore che attira i giovani, ai quali può dare un'opportunità di crescita professionale senza dover necessariamente emigrare, perchè, è bene ricordarlo, il turismo non è delocalizzabile. E' importante che l’amministratore regionale nelle sue scelte, come sul Testo unico sul turismo e Legge urbanistica tenga conto della dinamicità di questo settore che, con la dovuta attenzione, facilmente può incrementare i suoi valori occupazionali in maniera sostenibile e continuamente rinnovabile. Infine – conclude Manca - vogliamo ricordare che dagli studi della Cornell University ogni ventidue posti posti letto nel ricettivo organizzato si crea un nuovo posto di lavoro”.
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