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Red 20 aprile 2017 video
“Un secolo di rivoluzioni. Percorsi gramsciani nel mondo” è il titolo del convegno in programma giovedì 27 e venerdì 28 aprile al Piccolo Auditorium di Piazza Dettori. Anteprima mercoledì 26, alle ore 21
Convegno internazionale su Antonio Gramsci a Cagliari


CAGLIARI - Ales, 22 gennaio 1891–Roma, 27 aprile 1937. Due date, due luoghi, una vita racchiusa in mezzo. Una storia, però, su cui non è ancora scritta la parola “fine”. Anzi si potrebbe dire che quella di Antonio Gramsci è ricominciata e come un fiume in piena ha travolto il mondo, portato via le macerie e reso finalmente giustizia a uno dei più importanti pensatori del Ventesimo secolo. Ad ottant'anni dalla morte di Gramsci, il Comune di Cagliari e le Università del capoluogo e di Sassari, in collaborazione con le associazioni gramsciane sarde, organizzano un ciclo di incontri-studio per invitare a riscoprire gli scritti ed il pensiero di “un importante uomo di Sardegna”. Ma anche una delle persone che sono state capaci di “riflettere in modo profondo sulle condizioni dell'Italia del secolo scorso”, toccando tutti i problemi fondamentali che ritroviamo anche nel Paese di oggi, dalla questione meridionale alla posizione degli intellettuali nella società, fino anche alla globalizzazione.

Ieri mattina (mercoledì), è stato l'assessore comunale alla Cultura Paolo Frau a presentare il Convegno internazionale “Un secolo di rivoluzioni. Percorsi gramsciani nel mondo”, in occasione delle celebrazioni del 2017, decretato Anno gramsciano dalla Regione autonoma della Sardegna nel gennaio 2016. «La Regione – ha spiegato - ha voluto coinvolgere nell'iniziativa tutti i Comuni che sono stati in qualche modo tappe significative nella vita e nel processo di formazione di Antonio Gramsci, perciò anche Cagliari, città nella quale ha abitato e studiato». “Un secolo di rivoluzioni. Percorsi gramsciani nel mondo” si terrà quindi giovedì 27 e venerdì 28 aprile, al Piccolo Auditorium comunale di Cagliari. L'appuntamento internazionale sarà diviso in quattro sessioni, in cui si articoleranno le prospettive teoriche e storiche, filologiche, filosofiche e politiche “Dall’agire rivoluzionario al populismo”. “Conflitti e rivoluzioni nel secolo breve”, sarà l'argomento di apertura del Convegno.

La seconda giornata, venerdì, sarà aperta da Alvaro Garcìa Linera (vicepresidente della Bolivia e studioso di Gramsci). Al centro dei lavori la discussione su “Conflitti e rivoluzioni nel XXI secolo: prospettive epistemologiche gramsciane”. La terza sessione sarà invece dedicata ai “Movimenti contro-egemonici e rivoluzioni passive in Asia e America Latina”, mentre nel pomeriggio la sessione conclusiva si concentrerà sui “Percorsi rivoluzionari in Medio Oriente”. L'anteprima del Convegno, prevista per mercoledì 26, alle ore 21, sempre al Piccolo Auditorium di Piazza Dettori, sarà curata dell'associazione Malik che, nell'ambito della manifestazione “I libri aiutano a leggere il mondo”, propone Antonio Gramsci. Una storia in concerto: in scena “Le Voci del Tempo”, Mario Congiu e Marco Peroni, che presentano il lavoro dedicato al pensatore sardo per la prima volta, proprio in occasione delle celebrazioni organizzate per l'80esimo anniversario della sua morte.

Quella de Le Voci del Tempo è una compagnia che in quasi dieci anni ha messo insieme centinaia di esibizioni in tutta Italia. I loro spettacoli inseguono il profilo di un personaggio storico o le contraddizioni di un’epoca. Anche in questa occasione musica, parole, emozioni e ricerca tracciano la via per un nuovo racconto dal grande valore civile e dagli obiettivi importanti: se è vero che Gramsci è uno degli intellettuali del Novecento italiano più tradotti e più studiati al mondo, è altrettanto vero che la sua vicenda merita di incontrare ed ispirare un pubblico sempre più ampio, al di fuori dell'ambito della ricerca accademica, dell'indagine filosofica, della teoria politica. Venuto al mondo quando ancora per parlare con i vicini si usciva in balcone, Antonio Gramsci ha avuto tre fratelli e tre sorelle. Piccolo di statura, con la gobba e gli occhialini tondi sul naso, è stato un instancabile lettore, studioso, amante della storia e sognatore convinto di poter cambiare il mondo. «La cultura – diceva entusiasta della scuola gratuita per operai aperta in un quartiere popolare di Milano intitolata a Francisco Ferrer durante una passeggiata con l'amico Maurizio Garino nel 1913 - è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, è conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri».

A vent'anni, aveva già lasciato la Sardegna per andare a Torino dov'è diventato prima un grande giornalista e poi il numero uno del Partito comunista. Si è innamorato di una violinista russa, Julia, e con lei ha avuto due bambini, Delio e Giuliano. È stato eletto in Parlamento e poi incarcerato per le sue idee. Infine, è morto a quarantasei anni, dopo undici di stenti e patimenti. Le sue ceneri, deposte in un'urna contrassegnata dal numero 2281, sono conservate nella tomba del Cimitero del Testaccio, a Roma, nella zona del Cimitero Vecchio, 15esima fila, sotto le Mura Aureliane, nela Piramide di Caio Cestio (Porta San Paolo). «Vogliamo un mondo libero e bello per nostro figlio – scrisse un giorno Gramsci alla moglie, che era in Russia con il pancione in attesa del loro primo bambino - e combatteremo per ottenere che così sia come non abbiamo mai combattuto, con astuzia che non abbiamo mai avuto, con una tenacia, con una energia che rovescerà tutti gli ostacoli». Alla conferenza stampa hanno partecipato l'assessore regionale alla Cultura Giuseppe Dessena, i rappresentanti delle associazioni gramsciane sarde, dell'Università ed il presidente della Commissione Cultura Alessio Alias, che ha annunciato un prossimo «spazio di riflessione all'interno del Consiglio comunale ad Antonio Gramsci in occasione dell'importante ricorrenza».
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