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S.O. 2 luglio 2017
L’assemblea del personale educativo della Provincia riunitosi a Sassari nei giorni scorsi nei locali del Convitto Canopoleno ha giudicato assolutamente insufficiente l’incremento di quattro unità stabilito dal Miur dell’organico del Personale Educativo della Provincia di Sassari
Educatori, l´agitazione continua


SASSARI - L’assemblea del personale educativo della Provincia riunitosi a Sassari nei giorni scorsi nei locali del Convitto Canopoleno, alla presenza dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, per valutare la situazione degli organici dei Convitti provinciali alla luce delle novità delle ultime ore, ha giudicato assolutamente insufficiente l’incremento di quattro unità stabilito dal Miur dell’organico del Personale Educativo della Provincia di Sassari. L’assemblea ha stigmatizzato la gestione di questo organico “aggiuntivo”, che l’Ufficio scolastico regionale ha deciso, in contrasto con le indicazioni del Miur, di spalmare su tutta la Regione, destinando così al territorio sassarese solo tre delle quattro unità previste. Tali interventi determinano un organico provinciale di 64 unità, tre unità in meno rispetto alla già critica e sottodimensionata consistenza organica dello scorso anno, oggi non più in grado di garantire un dignitoso esercizio del diritto allo studio a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che frequentano, sempre più numerosi, le istituzioni educative.

Le incongruenze relative alla dotazione organica si ripropongono non da meno a livello regionale, dove risultano mancanti trentuno unità, rispetto all’organico di diritto determinato dai parametri vigenti a norma del D.P.R. n.81/2009: "...sulla base della consistenza effettiva delle convittrici e dei convittori e delle semiconvittrici e dei semiconvittori che frequentano le istituzioni educative..." (per la Sardegna in crescita da 2.506 studenti dell’anno scolastico 2015/16 ai 2.783 del 2017/18). «E' evidente che i provvedimenti fin qui adottati dal Miur, aggravati dalle scelte arbitrarie dell'USR della Sardegna, rischiano di paralizzare le attività di accoglienza ed assistenza di centinaia di allievi dei Convitti sardi già dall’inizio del prossimo anno scolastico, pregiudicando un servizio che attiene direttamente alle garanzie del Diritto allo Studio e del Diritto all'Istruzione, entrambi da ascriversi tra i diritti esplicitamente previsti dal dettato costituzionale, a cui tutte le famiglie coinvolte non rinunceranno facilmente».

Lo stato di Agitazione dichiarato il 14 giugno (cui hanno fatto seguito, nei giorni successivi due incontri presso l’Ufficio Scolastico Regionale e l’Assessorato Regionale all’Istruzione, oltre ad un intervento diretto presso il Miur ad opera delle Organizzazioni sindacali nazionali), pertanto, non solo non si conclude ma si estende a tutta l’Isola. Nei prossimi giorni sono previste assemblee del personale Educativo nelle altre province sarde, cui seguirà una iniziativa di mobilitazione a carattere regionale, con il coinvolgimento dei vertici del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della ricerca. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali presenti, «nel dichiarare che il risultato ottenuto appare, comunque, assolutamente insufficiente, hanno confermato la loro piena solidarietà e l’impegno ad attivare tutte le strade possibili per ottenere il ripristino integrale dell’organico provinciale dello scorso anno scolastico ed avviare, contestualmente, una puntale ridefinizione dell’organico regionale al fine di adeguare sin dal prossimo anno scolastico, la dotazione organica della Sardegna alle legittime richieste degli alunni e delle loro famiglie, garantendo così il diritto allo studio delle studentesse e degli studenti della Sardegna».

Foto d'archivio
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22/11/2017
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