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Red 14 settembre 2017
+3percento in un anno. «I nostri dati fotografano la reale situazione occupazionale dell’isola». L’analisi dell’Osservatorio del mercato del lavoro dell’Aspal: +13mila occupati. «Stime Istat effettuate a campione, il Sil registra i contratti effettivi», dichiara il direttore generale Massimo Temussi
Cresce l’occupazione dipendente in Sardegna


CAGLIARI - Cresce nel secondo trimestre del 2017 l'occupazione dipendente in Sardegna. A certificarlo sono i dati del Sil Sardegna (Sistema informativo del lavoro) elaborati dall'Osservatorio del mercato del lavoro dell'Agenzia sarda per le politiche attive per il lavoro, che fotografano i flussi dei contratti registrati sul sistema della Regione. Nel secondo trimestre del 2017, il sistema della Regione stima 453mila occupati dipendenti contro i 440mila dello stesso periodo del 2016: 13mila in più, con una variazione percentuale di quasi il 3percento. «I dati Sil di fonte amministrativa ci offrono un quadro di aumentata fiducia, sia in riferimento alle passate rilevazioni, ma soprattutto rispetto alle rilevazioni statistiche rilasciate periodicamente dall'Istat, che effettua una stima a campione, mentre il Sistema informativo regionale si basa sul conteggio reale dei lavoratori assunti e di quelli cessati a una determinata data», spiega il direttore generale dell'Aspal Massimo Temussi, commentando le stime realizzate dall'Osservatorio.

«Siamo l'unica Agenzia regionale di politiche attive per il lavoro in Italia che rileva i dati aggiornati e corrispondenti agli effettivi contratti attivati e cessati a una determinata data - spiega ancora Temussi - siamo i primi ad aver avviato il sistema informativo del lavoro e adesso abbiamo un consolidamento dei dati che ci consente stime più precise e rispondenti alla reale situazione occupazionale sarda». Dalle stime effettuate dall'Osservatorio del mercato del lavoro, la divergenza tra le due fonti di dati è palese: nel primo trimestre 2017, per esempio, il dato diffuso dall'Istat (381mila occupati dipendenti, con un calo di 20mila unità sullo stesso periodo dell’anno precedente e con una differenza di 38mila unità sulla rilevazione del sistema regionale) non ha trovato alcun riscontro nei dati effettivi rilevati dal Sil Sardegna, che invece hanno registrato una riduzione decisamente più contenuta (-6mila occupati) rispetto a quella della fonte statistica nazionale.

Attraverso la metodologia di analisi messa a punto dall’Osservatorio dell’Aspal, è possibile anche effettuare una previsione dei dati Istat in anticipo rispetto alla loro pubblicazione ufficiale, con un margine di errore molto basso. In particolare, per il trimestre ora in esame (aprile-maggio-giugno 2017), il valore che l’Istat diffonderà nei prossimi giorni potrebbe attestarsi intorno alle 441mila unità, con una differenza rispetto ai dati del Sil di circa il 2,6percento. «Utilizzando solo i dati Istat, il rischio è di analizzare errori statistici e non i movimenti effettivi del mercato del lavoro in Sardegna», conclude il direttore generale. Per quanto riguarda i settori economici presi in considerazione, secondo i dati del Sistema informativo regionale, a crescere maggiormente rispetto allo scorso anno sono i contratti attivati nel turismo e commercio (+8percento) e nei servizi (+2percento), mentre restano sostanzialmente stabili i settori dell’agricoltura (15mila), industria (43mila) e costruzioni (28mila).
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