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Cagliari OgginotiziesardegnaOpinioniPoliticaPiù servizi per combattere lo spopolamento
Gianfranco Ganau 8 ottobre 2017
L'opinione di Gianfranco Ganau
Più servizi per combattere lo spopolamento


Lo spopolamento è un dato storico e fisiologico, ma è soprattutto la conseguenza di scelte politiche precise. Quella che dobbiamo affrontare è una sfida in controtendenza rispetto alla cultura dell’urbanesimo, propensa ad indirizzare gli sforzi verso una crescita metropolitana intorno alle grandi aree urbane con l’idea di europizzare le città italiane, cultura che ha ispirato la stessa legge Delrio e la corsa alle città metropolitane.

Negli ultimi vent'anni, l’approccio è stato urbano-centrico e lo sviluppo locale si è caratterizzato sempre più come una politica residuale, che in molti casi ha favorito anche la devastazione dei territori, portando all’abbandono perfino di aree produttive e di territori sani. Ora dobbiamo avere la capacità di fare un salto di qualità e di fare della lotta allo spopolamento il filo rosso che collega ogni singola azione a partire da adesso. In quest’ottica vanno rilette le misure del Patto per la Sardegna in termini di trasporti, viabilità, metanizzazione. Dobbiamo sviluppare politiche capaci di tenere conto dei contesti territoriali meno cieche ai luoghi, perché ogni regola generale può produrre effetti diversi in contesti diversi.

Come Regione dobbiamo avere la capacità di aprirci maggiormente al confronto e programmare la spesa diversamente, e come comunità dobbiamo essere maggiormente propositivi ed esporci al confronto. Oggi siamo in uno dei Comuni “in movimento” pioniere in Sardegna insieme a Nulvi, di una misura (la messa a disposizione di immobili vecchi e abbandonati ad un euro), che potrebbe contribuire a fronteggiare l’impoverimento del territorio. Dobbiamo riuscire a costruire un metodo che non può essere quello di forzare scelte che non corrispondono a un effettivo capitale locale solo così, restituendo ai cittadini quella sovranità di cui si sentono espropriati, potremmo ricostruire quella fiducia nei luoghi che è venuta meno e provare ad invertire questo processo.

* presidente del Consiglio regionale
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14/12/2017
«Come collettivo non possiamo che rilanciare l’appello di febbraio e chiedere all’Amministrazione comunale di prendere posizione, predisporre una delibera di Giunta che condizioni l’autorizzazione allo svolgimento di inziative pubbliche alla sottoscrizione di un codice etico di condotta che preveda l’adesione ai principi dell’antifascismo, antisessismo e antirazzismo», chiede il collettivo di recente formazione
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