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S.O. 11 novembre 2017
La presentazione a Cerete in Lombardia. Il progetto dei “Comuni amici della famiglia”, dopo l’esperienza avviata da Alghero, sbarca per la prima volta in Lombardia
Family, dopo Alghero marchio in Lombardia


ALGHERO - Il progetto dei “Comuni amici della famiglia”, dopo l’esperienza avviata da Alghero, sbarca per la prima volta in Lombardia. E il modello sta già crescendo, in quanto a livello europeo il prossimo 30 novembre verrà costituito un network di comuni amici delle famiglie. Già questa estate nel paese della Valle Borlezza erano state sperimentate alcune azioni.

«C’è stato un lavoro importante degli uffici, dei volontari e degli amministratori del territorio – ha detto Cinzia Locatelli, presidente dell’Unione dei Comuni della Presolana e prima cittadina di Cerete – che ci ha permesso di coltivare questa sensibilità verso la famiglia. È stato redatto un piano di interventi per le politiche famigliari, azioni già in parte avviate. Segno che sul territorio già si crede in questo».

«Il piano – spiega Locatelli – prevede 17 azioni tra cui ci sono progetti legati alla scuola e iniziative che accolgono necessità delle famiglie. Abbiamo inoltre costituito una commissione. L’idea è anche di sensibilizzare le imprese del territorio in modo da diffondere questa attenzione rivolta alla famiglia. Ci piacerebbe costituire anche uno sportello dedicato. Questo marchio è un bel risultato, codificare questi interventi dà valore aggiunto al nostro territorio».

Tra le preoccupazioni dell’Associazione c’è la denatalità, motivo per cui si chiedono spesso anche interventi da parte del Governo. «Tra gli obiettivi di questo progetto c’è il benessere della famiglia – ha detto Stefano Sirleto, dell’Associazione Famiglie Numerose -. Le aziende curano il welfare dei dipendenti, allo stesso modo i territori e i comuni sono convinti che se si fanno stare bene le famiglie queste ridanno benessere all’area in cui vivono. È un welfare generativo che regala sviluppo economico. Un territorio dove non ci sono figli è un territorio che muore».

«L’idea è di iniziare a vedere la famiglia come una risorsa – ha detto Regina Maroncelli Florio, rappresentante nazionale dell’Associazione Famiglie Numerose – anche in termini turistici. Sono azioni che arricchiscono il territorio. Lo spopolamento della montagna si può arginare attraverso la difesa dei nuclei famigliari. Non parliamo di politiche di sostegno della famiglia, ma politiche sensibili alle loro necessità. Siamo felici di questa iniziativa che parte dal basso, dalle amministrazioni e dal volontariato».
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