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Mariangela Pala 10 novembre 2017
Sotto accusa la graduatoria provvisoria sul fondo rotativo fotovoltaico, il progetto fortemente voluto dall’amministrazione pentastellata di Porto Torres. Polemiche roventi
Fotovoltaico: «scandalosa parentopoli a 5 Stelle»


PORTO TORRES - Sotto accusa la graduatoria provvisoria sul fondo rotativo fotovoltaico, il progetto fortemente voluto dall’amministrazione pentastellata. Sull’elenco pubblicato ad inizio settimana molte le repliche piccate del M5s che guanti alla mano difende la sostenibilità e l'incentivazione dell'energia alternativa e forme di risparmio per le famiglie beneficiarie di questo intervento. Ma nella graduatoria compaiono nomi “che scottano” , parenti molto stretti degli amministratori i quali si sono asserragliati nelle riserve indiane armati di sole frecce mentre tutt'attorno avanzano le truppe con fucili e polvere da sparo e promettono battaglia.

«E’ moralmente scorretto che un progetto finalizzato ad aiutare famiglie indigenti sia finito per sostenere famiglie con redditi non bassi dove a usufruirne sono anche gli stessi amministratori e i loro parenti - accusa Massimo Cossu, consigliere del Partito democratico - spendere 500mila euro di soldi pubblici per portare avanti un progetto che vedrà soddisfatti forse 1 o il 2 per cento dei cittadini portotorresi non ci sembra un’azione responsabile e accettabile se con il nome di “reddito energetico” si voleva far passare un progetto con una qualsiasi valenza sociale si è proprio sbagliato strada, dato che molti degli aventi diritto potevano tranquillamente ricorrere al normale mercato». Il consigliere dem aggiunge: «E’ chiaro che l’amministrazione grillina ha qualche serio problema con le graduatorie in generale. Il fatto che un’azione politica amministrativa sia legittima non vuol dire che non sia criticabile , opportuna o moralmente condannabile, soprattutto se si grida all’onesta quando questa deve essere anche intellettuale».

Nell’elenco dei 115 beneficiari spicca il nome dell’assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Derudas (87°), il suocero del sindaco, la sorella della presidente del consiglio ma anche sorelle, cognati e cugini di alcuni consiglieri comunali 5 stelle. L'investimento per l’installazione e la fornitura di impianti di energia elettrica è di 500mila euro, spalmato su due annualità. A circa 100 famiglie verrà garantito un tetto fotovoltaico risparmiando da subito sulla bolletta. «Ero consapevole che solo una quarantina di persone avrebbero usufruito dell’incentivo e nessun parente credo sarà beneficiario del contributo - ha detto l’assessore Derudas - pertanto non ci trovo niente di male aver partecipato visto che tutti i cittadini erano liberi di farlo senza discriminazione alcuna».

Il progetto non ha convinto tanti cittadini, appena 110 privati e 5 condomini. «La diffidenza ha sicuramente inciso sulle persone che chiedevano di tenere anche l’accumulo di energia prodotta - spiega il tecnico funzionario Francesco Sanna - destinata invece al comune incaricato che dovrà rivenderlo al gestore per reinvestirlo l’anno seguente con altri pannelli da incrementare e soddisfare gran parte della cittadinanza». Le fila per presentare le domande, come auspicato non ci sono state ed anzi nei primi 20 giorni in pochi hanno aderito.

«Non mi sorprende la composizione della graduatoria - afferma Alessandro Carta, consigliere di Autonomia popolare - considerato che per evitare un flop clamoroso del bando tutti i 5 stelle (consiglieri e assessori) hanno trascorso giornate intere al cellulare per "informare" i propri conoscenti della scadenza del bando, motivo per cui la graduatoria somiglia parecchio alle loro rubriche telefoniche». Secondo il consigliere di Ap «per quanto interessante come idea, non rappresenta affatto quella misura di incentivo adeguata a rispondere alle reali difficoltà della nostra comunità. Basti pensare che l'amministrazione M5S ha preferito spendere 500 mila euro per comprare un impianto fotovoltaico a chi ha già una casa piuttosto che impiegarne 130 mila per completare le urbanizzazioni relative agli alloggi comunali e permettere di accedervi a chi attende ormai da tempo l'assegnazione di un appartamento probabilmente in condizioni di disagio e difficoltà».

Il consigliere del gruppo misto di minoranza Davide Tellini da subito ha criticato questo progetto: «infatti quando approdò per la sua approvazione in consiglio comunale ribadii che i beneficiari sicuramente non sarebbero stati utenti assistiti dai servizi sociali ma bensì cittadini le cui condizioni economiche non richiedevano certamente un certo tipo di attenzione». Tra gli utenti selezionati ed inseriti graduatoria pubblica è emerso che diversi hanno strettissimi legami di parentela sia con lo stesso sindaco, ma anche con diversi amministratori della maggioranza penta stellata che hanno fortemente voluto questo progetto. «Con buona pace dei poveri di Porto Torres - aggiunge Tellini - anche il più inesperto si accorgerebbe di tali evidenze. Un aspetto questo che pretenderebbe maggiore chiarezza, non sui social, come sono abituati a fare ma in consiglio comunale».
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