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Red 6 dicembre 2017
Ieri, la Guardia costiera ha effettuato alcuni controlli sulla motonave Lady Bo, unità portarinfuse battente bandiera panamense, e ha individuato numerose irregolarità sulla sicurezza
Nave fermata nel porto di Oristano


ORISTANO – Ieri (martedì), la motonave Lady Bo, unità portarinfuse battente bandiera panamense e con equipaggio di diciassette persone di diverse nazionalità, in prevalenza azera ed ucraina, è stata detenuta nel porto di Oristano,dopo un’ispezione condotta dal team specializzato della Capitaneria di porto–Guardia costiera di Oristano, per evidenti non conformità relative alla sicurezza della nave. L’attività condotta dagli ufficiali del Nucleo ispettivo Port state control della Guardia costiera, rientrante nell’attività ispettiva condotta da parte dello stato di approdo prevista dal Memorandum di Parigi del 1982 e tesa a verificare il rispetto delle convenzioni internazionali, ha accertato gravi carenze da parte dell’equipaggio, che nel corso di un’esercitazione dimostrativa ha evidenziato una mancata familiarità e dimestichezza con le necessarie procedure di sicurezza bordo.

Il controllo da parte dei militari, finalizzato ad accertare i prescritti standard di sicurezza sulle unità navali operanti nel porti del Compartimento marittimo, ha consentito di individuare delle gravi deficienze che compromettevano la sicurezza della nave stessa e la tutela dell’ecosistema marino; in particolare è stato riscontrato il mancato funzionamento di due importanti apparati di sicurezza in sala macchine come il separatore di acquee oleose e l’allarme per eventuali colaggi di combustibile sul motore principale, importantissimo per scongiurare il rischio di incendio a bordo che le alte temperature potrebbero far innescare. Oltre a queste, sono stati trovate danneggiate la linea antincendio principale, alcune tubazioni a doppio rivestimento all’interno delle quali scorreva combustibile per l’alimentazione del motore principale e dei generatori di bordo, oltre che i sistemi di chiusura e copertura delle stive di bordo, essenziali per evitare l’ingresso in stiva di acqua e per assicurare le previste condizioni di stabilità alla nave.

Nel corso dell’ispezione, inoltre, è stata riscontrata l’errata compilazione del registro degli idrocarburi, sul quale non erano stati annotati la qualità del combustibile imbarcato ed i metodi di conferimento degli olii esausti a terra, registrazioni importantissime sotto il profilo ambientale; per scongiurare qualsiasi pericolo di inquinamento e considerato che la sala macchina è stata trovata in pessime condizioni di pulizia a causa dei numerosi colaggi di olio ed acquee oleose dagli apparati di bordo, alla nave è stato imposto di scaricare tutti i residui oleosi a terra prima della partenza. L’unità mercantile, arrivata ad Oristano dal porto ucraino di Reni per sbarcare una quantità di circa 5mila tonnellate di farina di semi di girasole in pellets, è stata quindi sottoposta a fermo amministrativo e potrà riprendere la navigazione soltanto dopo aver ripristinato le necessarie condizioni per una sicura navigazione in mare ed esser stata sottoposta ad una nuova visita di controllo da parte del team ispettivo della Guardia costiera.
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