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P.P. 13 dicembre 2017
Durissimo l´intervento del gruppo ambientalista sulle palazzine di Alghero. «Il titolo abilitativo per il secondo edificio non poteva esser rilasciato, perché in assenza di autorizzazione paesaggistica. E’ ora di finirla con lo sdoganare pure speculazioni edilizie in danno del territorio con procedimenti che di legalità hanno una mera parvenza»
Pronto l´esposto, Grig: scempi a Calabona


ALGHERO - «Alghero e il suo territorio sono uno straordinario concentrato di valori naturalistici, ambientali, storico-culturali di primaria grandezza nel Mediterraneo. Al tempo stesso, su di essi si concentrano da sempre interessi economici e appetiti speculativi di altrettanta dimensione. Conseguentemente non mancano gli scempi ambientali e finanziari, che talvolta portano a veri e propri disastri. Saremmo felici se ci risparmiaste di fare l’ennesimo esposto per scempi ambientali e della legalità».

L'avvertimento del Gruppo d’Intervento Giuridico onlus è molto chiaro e parla di un vero e proprio «scempio ambientale, per ben concreti interessi economici e appetiti speculativi quello che rischia di accadere a Calabona». L'area su cui si stanno concentrando le mire cementificatorie rientra in zona urbanistica “B 3” del piano regolatore generale (P.R.G.) e un edificio è già stato realizzato, nel silenzio generale, in forza di provvedimento unico Suap n. 712 del 23 gennaio 2017.

Il secondo edificio, invece, ha causato vivacissime polemiche in sede locale, tanto da portare a un’annunciata sospensione dell’efficacia del provvedimento unico Suap n. 985 del 15 novembre 2017, che autorizzava il secondo complesso di appartamenti sul mare, altri 21 metri, a circa 40 metri dalla battigia in zona Calabona. Il Gruppo d'intervento giuridico punta il dito sulla MP Finance s.r.l. di Alghero, una società immobiliare attiva dal 2012 che oggi è pronta a realizzare le palazzine residenziali in una zona da sempre tutelata.

«In realtà, però, il titolo abilitativo per il secondo edificio non poteva esser rilasciato, perché in assenza di autorizzazione paesaggistica, come ricordato dalla nota Servizio Tutela del Paesaggio e Vigilanza edilizia di Sassari n. 45904 del 27 novembre 2017» sottolinea Stefano Deliperi, che richiama anche la firma dell'atto della PO Baldassarre Riu, la cui specifica delega era scaduta fin dal 25 ottobre 2017 (in realtà il provvedimento unico porterebbe la firma del dirigente competente Guido Calzia, e solo per un mero refuso comparirebbe in nome del vice-dirigente).

«Ora, in qualche modo, l’Amministrazione comunale algherese ha un sussulto di buon senso e chiede il pronunciamento di Servizio Tutela del Paesaggio e di Soprintendenza in tema di tutela del paesaggio? Bene, benissimo - conclude il Grig» -. «E’ ora di finirla con lo sdoganare pure speculazioni edilizie in danno del territorio con procedimenti che di legalità hanno una mera parvenza. E quando sarà approvato il nuovo piano urbanistico comunale (P.U.C.), finalmente in attuazione del piano paesaggistico regionale (P.P.R.), strumento che rende impraticabili simili scempi - si domanda Deliperi - e che cosa aspetta la Regione autonoma della Sardegna a diffidare il Comune di Alghero all’approvazione del nuovo P.U.C.».

Nella foto: la villa che sarà abbattuta a Calabona per lasciare spazio alla palazzina residenziale di 21 metri a due passi dal mare, in zona Calabona
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