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Red 6 gennaio 2018
Al Ces, quello isolano è il gruppo più numeroso della delegazione italiana di imprese innovative. «Investiamo nei giovani talenti», dichiarano all´unisono il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l´assessore regionale dell´Industria Maria Grazia Piras
Sette start up sarde a Las Vegas


CAGLIARI - La Sardegna che vola a Las Vegas per l’edizione 2018 del Ces, l’evento mondiale dedicato all’hi-tech, un record lo ha già stabilito: è la regione italiana con il numero più alto di start up innovative presenti alla manifestazione. Su un totale di quaranta imprese, che da martedì 9 a venerdì 12 gennaio saranno ospitate in uno spazio esclusivo dedicato ai prodotti tecnologicamente avanzati, le start up isolane selezionate dagli organizzatori sono sette (inizialmente erano otto, ma una ha rinunciato alla vigilia della partenza). Sul palcoscenico del Ces, che quest’anno ospita quasi 4mila espositori, si appresta a salire una “squadra” compatta di giovani imprenditori sardi, ognuno con i propri dispositivi ed i propri progetti. Rappresentano l’avanguardia di un settore che è cresciuto in questi anni. Delle sette start up, quattro sono di Cagliari, due di Sassari ed una di Lanusei. Autentico, società cagliaritana che produce software, presenterà un sistema innovativo di etichettatura certificata antifrode. Veranu, già vincitrice di numerosi premi, porta negli Usa la mattonella che produce energia. Un albero tecnologico in grado di sfruttare l’energia del sole e trasformare l’aria in acqua è invece il prodotto ideato dall'ogliastrina Life tree. Bautiful box, prodotto dalla Bautiful di Cagliari, è il prodotto grazie al quale è possibile controllare ed intrattenere da remoto gli animali domestici. Il monitoraggio e la cura a distanza delle piante da appartamento sono invece il punto di forza del dispositivo creato dalla sassarese Lifely. Non può mancare un prodotto di realtà aumentata, in questo caso Brave potions, che permette ai bambini di vincere la “paura” dei medici. Infine, la sassarese Cube controls, che presenterà a Las Vegas una linea innovativa di joystick per giochi elettronici.

Se si guarda alla Relazione annuale al Parlamento sullo stato d’attuazione e l’impatto delle policy a sostegno di start up e Pmi innovative presentato dal ministro Calenda a giugno, la Sardegna è al 15esimo posto nella classifica delle regioni italiane per peso percentuale delle start up innovative sul totale nazionale ed al 12esimo per incidenza start up innovative sul totale delle società di capitali attive. È al 17esimo posto nella classifica delle regioni per numero di start up in ambito energetico, con diciassette start up su 1.115 nazionali. Quanto alla posizione delle province, Cagliari (non Sud Sardegna) è 19esima per l’Incidenza start up innovative sull’intera popolazione di società di capitali attive. Per quanto riguarda la distribuzione regionale delle operazioni di finanziamento erogate verso start up innovative dal Fondo di garanzia per le Pmi, con 6.787.400euro per ventotto operazioni ed una media di 242.407euro ad operazione, la Sardegna si colloca al sesto posto per dimensione di operazioni; mentre è al 16esimo quanto ad incidenza per regione sull’accesso delle start up al Fondo garanzia Pmi con il 9,1percento ed al 15esimo posto per numero di Pmi innovative. In riferimento a Smart&Start Italia, il programma di finanza agevolata diretto alle start up innovative di tutta Italia gestito da Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, la Sardegna, con quaranta domande presentate e quasi 20milioni di euro richiesti, rappresenta il 3percento su base nazionale. Il rapporto 2017 dell’Osservatorio del Politecnico di Milano propone un’analisi sugli investitori nell’equity crowdfunding italiano dalla quale risulta che oltre il 20percento degli investitori persona fisica è residente in Lombardia. Seguono le Marche (13%percento) e la Sardegna (9,5percento). La Regione Sardegna punta a rafforzare la crescita delle start up costituitesi negli ultimi anni tramite le numerose iniziative di promozione all’estero intraprese in questi ultimi anni. Dopo l’organizzazione, in collaborazione con Ice agenzia, del Forum Ict Sardinia, iniziativa tenutasi nell’ambito di Sinnova nell’ottobre 2016, dove sono stati promossi incontri b2b tra investitori internazionali selezionati provenienti da venti Paesi e settanta aziende Ict sarde, di cui circa un terzo start up innovative, e dopo la missione a Singapore e Los Angeles a novembre, le sette start up isolane saranno a Las Vegas grazie al Programma di internazionalizzazione, varato dalla Giunta Pigliaru ed elaborato e gestito dall’Assessorato dell’Industria. Il Programma ha messo in campo oltre 16milioni di euro per consentire alle imprese sarde, con un focus specifico su quelle dell’Ict e dell’agroalimentare, di aprirsi ai mercati esteri ed attrarre nuovi investitori. A queste risorse si sono aggiunte quelle che, annualmente, sono destinate all’organizzazione di missioni all’estero, sempre in collaborazione con Ice agenzia. Inoltre, a partire da fine 2017, le imprese sarde possono partecipare alle iniziative organizzate all’interno del Piano Export sud secondo, gestito da Ice, in collaborazione con la Regione. Per le start up presenti al Ces, è previsto non solo il rimborso delle spese di viaggio ed alloggio, ma anche il rimborso delle spese di realizzazione del materiale promozionale, la predisposizione dei prototipi ed il restyling dei siti web.

«Sviluppo significa individuare i punti di forza e sostenerli nella crescita – spiega il presidente della Regione Francesco Pigliaru – e nelle start up innovative la Sardegna ha chiaramente un punto di forza: abbiamo una storia tecnologica importante, buone università che sfornano giovani competenti e, non ultimo, questo genere di aziende produce beni che non soffrono degli svantaggi causati dall’insularità, perché nell’ambito digitale le barriere geografiche smettono di esistere. Promuovere e rafforzare le start up e le Pmi innovative soprattutto all’estero – prosegue il governatore – è un processo positivo che per noi è essenziale consolidare: facciamo di tutto per aiutarle con aiuti economici mirati e con un Programma di Internazionalizzazione ambizioso che sta dando i suoi frutti, come dimostra una presenza così importante al Ces di Las Vegas. Investire energie e risorse in questa direzione è una scelta giusta – conclude Pigliaru – significa creare le condizioni perché i giovani sardi di talento possano pensare a un futuro in Sardegna». «Il fatto che un quinto delle start up innovative italiane presenti all’evento di Las Vegas sia rappresentato da aziende sarde, la dice lunga sulla vitalità di questo settore nella nostra regione. Si tratta – afferma l’assessore regionale dell’Industria Maria Grazia Piras – di imprese che hanno idee e competenze sviluppatesi in Sardegna, dove si contano tantissime esperienze legate alla ricerca e all’innovazione. Penso agli incubatori che fanno capo alle università e ad alcune realtà imprenditoriali ormai consolidate. Il nostro compito, come Assessorato, è consentire alle imprese, soprattutto quelle più giovani e impegnate nella sfida delle nuove tecnologie, di avere gli strumenti opportuni per misurarsi con i grandi mercati internazionali. Il programma triennale di Internazionalizzazione varato tre anni fa, e che nell’ottobre scorso abbiamo aggiornato al 2018-2020, ha già dato buoni risultati, in particolare per quanto riguarda l’export delle aziende agro-alimentari. Ci aspettiamo buoni risultati anche per l’Ict, che nell’Isola ha numeri consistenti, sia per numero di imprese che per numero di addetti. La partecipazione delle aziende del settore alle recenti iniziative di novembre, a Los Angeles e Singapore, è stata positiva. Ci sono tutte le premesse – conclude l’assessore – perché lo stesso accada anche a Las Vegas».

Nella foto: l'assessore regionale Maria Grazia Piras
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