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Mariangela Pala 9 gennaio 2018
Il circolo del Partito Democratico di Porto Torres vuole porsi come soggetto politico di mediazione tra il Comune di Porto Torres che intima lo sfratto immediato per morosità alle tredici famiglie e gli abitanti delle stesse palazzine che vogliono cercare soluzioni condivise per evitare di essere messi per strada
Satellite, 13 famiglie a rischio sfratto: «annunciamo battaglia»


PORTO TORRES - Tredici famiglie residenti nelle cosiddette “case dei pensionati” nel quartiere Villaggio Satellite al vaglio dell’amministrazione comunale per il mancato pagamento dell’affitto. Il circolo del Partito Democratico di Porto Torres vuole porsi come soggetto politico di mediazione tra il Comune di Porto Torres che intima lo sfratto immediato per morosità alle tredici famiglie e gli abitanti delle stesse palazzine che vogliono cercare soluzioni condivise per evitare di essere messi per strada, dall’oggi al domani.

«E’ impensabile - afferma il capogruppo in Consiglio comunale Pd Massimiliano Ledda – con quanta leggerezza e poco tatto vengano trattati i temi legati all’emergenza abitativa in città, da questa Amministrazione comunale. I precedenti non fanno sperare niente di buono, se si pensa ai disagi causati dall’zmministrazione comunale sui ritardi e le mancate consegne delle “case a canone agevolato” ubicate in Via Falcone; e ora vogliono ripetersi anche in questo caso, magari mettendo in difficoltà altre famiglie?» Il gruppo consiliare e il partito non ci sta a questa situazione, «sicuramente non rimarremo fermi o zitti ad attendere che le cose si sistemino da sole. Non si possono giudicare queste tredici famiglie come semplici numeri di pratica da archiviare in un cassetto, - aggiunge Ledda - per rivendicare politicamente a qualche insensibile esponente politico nazionale del M5S che lo si è fatto in nome della discutibile “bandiera dell’onestà grillina”. Dietro queste tredici famiglie ci sono delle vite, con delle fragilità e dei disagi personali ed economici evidenti».

«Abbiamo raccolto, nella nostra sede nelle ultime ore, alcune toccanti testimonianze – prosegue il capogruppo Pd Ledda – di chi vive in quelle case popolari. Ci hanno detto, sereni e con la coscienza apposto, che nessuno in tanti anni gli ha mai chiesto o intimato di pagare un canone d’affitto; e se così fosse stato sarebbero stati da subito stati disposti a pagarlo, senza se e senza ma. Probabilmente, dimentica il sindaco e l’amministrazione comunale, che quelle palazzine fino a qualche anno fa non erano neanche accatastate, perciò come potevano pagare il canone d’affitto se mancavano atti legittimi di regolarizzazione?» Eppure, gli inquilini di quelle palazzine hanno sempre sollecitato il comune affinché venissero regolarizzati e messi in condizioni di poter pagare la quota richiesta.

«Additare loro come soggetti morosi, e chiedere ad essi tutti gli affitti non pervenuti (dagli anni settanta in poi) è folle e impensabile, - afferma l’esponente Pd - se si considerano le condizioni economiche e sociali in cui verte questa città e i suoi abitanti. Se i residenti di quelle palazzine dovranno pagare un affitto ( legittimo che cosi fosse per legge ) lo dovranno fare non appena verrà regolarizzato un contratto codificato tra le parti, e saranno stati accertati attraverso gli uffici competenti del Comune i modelli Isee di ognuna delle tredici famigli. Se quest’ultime hanno i requisiti richiesti per legge nel godere di quelle case, ben venga che lo facciamo nella più completa garanzia nel non dover più ricevere brutte notizie come questa».

Ma prima di sanzioni o di intimare sfratti «noi ci chiediamo se il sindaco e l’amministrazione comunale abbiamo mai visitato, da quando sono stati eletti dai cittadini, l’interno di quelle palazzine. – conclude il segretario Pd Gian Mirko Luiu - chi ci ha vissuto sa bene quanti sacrifici hanno comportato privatamente sistemarle e adattarle a una condizione di vivibilità accettabile; eppure i richiami agli enti preposti a farlo furono fatti, anche con una certa periodicità e continuità nel tempo. Fatta premessa di questo, perché già da allora non fu messa in discussione la morosità degli stessi inquilini? L’Amministrazione comunale pensa veramente di risolvere questo problema sfrattando e lasciando sulla strada queste tredici famiglie, senza una soluzione condivisa o un’alternativa abitativa valida? In questa vicenda saremo parte integrante di una mediazione politica che permetta in tempi stretti di avere soluzioni, chiarezze e impegni tra le parti in causa»
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