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Cagliari OgginotizienuoroCronacaSanità › Psa: 81 maiali abbattuti ad Orgosolo
Red 3 febbraio 2018
I capi erano al pascolo brado illegale, privi di controlli sanitari e di ignota proprietà. “Si può allevare solo in legalità”, dichiarano i responsabili dell´Unità di progetto
Psa: 81 maiali abbattuti ad Orgosolo


ORGOSOLO - L’Unità di progetto per l’eradicazione della peste suina africana in Sardegna ha annunciato che oggi (venerdì), durante un'operazione di controllo del territorio, sono stati abbattuti ad Orgosolo, nel Supramonte ed in località Fundales, ottantuno maiali al pascolo brado illegale, privi di controlli sanitari e di proprietà ignota. Proprio in queste zone, nelle scorse settimane, le Compagnie di caccia di Orgosolo avevano catturato dei cinghiali in cui, a seguito delle analisi programmate dall’Udp, era stato ritrovato il pericolosissimo parassita della trichinella.

L’operazione odierna, coordinata dall’Unità di progetto in collaborazione con la Prefettura e la Questura di Nuoro, ha visto impegnati gli uomini del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, dell’Ats, dell’Istituto zooprofilattico sperimentale, dell’Agenzia Forestas e delle forze di polizia nazionale. L’ultimo intervento di depopolamento di suini bradi nelle campagne di Orgosolo risale al 9 gennaio, quando si agì in località Pradu. «Da Sant’Andrea Frius, dove ieri è stato effettuato per la prima volta un depopolamento di cinghiali allevati illegalmente, all’agro di Orgosolo la strada da percorrere per eradicare la Psa è evidentemente ancora impegnativa, nonostante i tanti buoni segnali che si stanno raccogliendo in queste settimane soprattutto nei territori del centro Sardegna».

Così l’Unità di progetto, che ha aggiunto: «È evidente una crescita di consapevolezza da parte dei cittadini sardi e per questo, messaggi di incoraggiamento per liberare la nostra terra dalla piaga della peste suina africana, giungono da amministratori, allevatori regolari o semplici cittadini. Questo perché è sempre più chiaro a tanti che l’allevamento dei suini, svolto secondo le regole, le buone tradizioni e nel rispetto delle norme sanitarie, è una grande opportunità di lavoro e sviluppo sostenibile per le aree interne, che non può essere negata dalla prepotenza di pochi irresponsabili».
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