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Red 9 marzo 2018
Mercoledì 21 marzo, la Riviera del corallo ospiterà la manifestazione regionale della 23esima Giornata della memoria, in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, organizzata dall´associazione Libera, in collaborazione con Sardegna solidale e con il sostegno dell´Amministrazione comunale. Sfileranno migliaia di giovani, studenti e volontari, insieme ai rappresentati delle Istituzioni
Libera: la Sardegna ad Alghero contro le mafie


ALGHERO - Migliaia di giovani, studenti, volontari, insieme a rappresentanti delle Istituzioni, della Chiesa e dell’associazionismo, sfileranno mercoledì 21 marzo, ad Alghero, per celebrare la 23esima Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, e leggeranno dal palco di Piazza Sulis gli oltre novecento nomi di coloro che hanno sacrificato la loro vita in nome della legalità e della democrazia. La ricorrenza, ideata ed organizzata dall’associazione Libera di don Luigi Ciotti, quest’anno per la prima volta avrà una valenza istituzionale (essendo stata riconosciuta ufficialmente con una legge varata lo scorso anno) e si celebrerà a livello nazionale a Foggia, con il tema “Terra, solchi di verità e giustizia”. Invece, in Sardegna è stata scelta la città catalana per rimarcare, come ha spiegato oggi (venerdì) il referente regionale di Libera Sardegna Giampiero Farru, «la necessità di non abbassare la guardia in nessun territorio e rimarcare l’esempio positivo di una comunità come quella algherese, fortemente impegnata sul fronte della solidarietà e del volontariato. Il cuore della manifestazione è semplice e importante - ha affermato Farru - autorità, ragazzi e volontari leggeranno i nomi delle vittime innocenti, come a comporre un coro di una società che si unisce per lanciare questo messaggio pulito».

La manifestazione, organizzata ad Alghero da Libera Sardegna, con il sostegno dell’Amministrazione comunale e con la collaborazione di Sardegna Solidale, è stata presentata a Cagliari, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella presidenza dell’Istituto Nautico Buccari ed alla quale è intervenuto anche il sindaco di Alghero Mario Bruno. «La manifestazione vuole essere una testimonianza e un monito contro tutti i condizionamenti possibili e di qualunque genere che rischiano di arrivare alle istituzioni. Ma Alghero è una città vivace, con oltre cento associazioni riunite in una consulta, che testimoniano ogni giorno un modello opposto a quello che le mafie vogliono imporre. Con questa manifestazione, Alghero vuole quindi lanciare un messaggio di pulizia e il messaggio chiaro è: non provateci. In piazza ci saranno i giovani e gli studenti, insieme a tante associazioni, perché la manifestazione del 21 marzo, tra le tante organizzate quest’anno ad Alghero, è certamente quella più attesa e significativa».

Il programma della giornata prevede, a partire dalle 9.30, il raduno dei partecipanti in Piazza Sulis. Qui, a partire dalle 10, sul palco allestito vicino alla torre, porteranno il loro saluto i rappresentanti delle Istituzioni. Gli interventi precederanno il cuore della manifestazione: la lettura dei nomi delle oltre novecento vittime innocenti delle mafie, declamati da giovani, studenti, volontari e semplici cittadini. Il programma della manifestazione proseguirà con il collegamento con Foggia, per seguire l’intervento di don Ciotti. La chiusura in musica sarà invece affidata alla cantante Chiara Effe, accompagnata dalla sua band. Con il suo brano “Non son buono”, l’artista cagliaritana lo scorso anno è giunta seconda al premio nazionale “Musica contro le mafie”.

Alla conferenza stampa, è intervenuto anche il presidente del CoGe Sardegna Bruno Loviselli, secondo cui «la società sarda non deve mettere la testa sotto la sabbia e ignorare il tentativo di infiltrazione mafiosa nella nostra economia. Preoccupano i tanti casi di corruzione, e i troppi attentati agli amministratori sono un segnale che non può essere ignorato. La legalità è un valore che deve esser trasmesso soprattutto ai più giovani e la manifestazione del 21 marzo va esattamente in questa direzione». Per il dirigente scolastico dell’Istituto Buccari-Marconi di Cagliari Giancarlo Della Corte, «quella di Alghero è una azione preventiva, quasi una diffida a chi intende mettere le mani su una economia sana e in crescita. Vuol dire “non provateci, noi ci saremo a contrastarvi, noi garantiremo una crescita culturale”. Perché mafia significa anche corruzione e clientele. E il nostro impegno come docenti e formatori è quello di far capire ai giovani che antimafia e legalità sono valori che vanno coniugati assieme». La manifestazione del 21 marzo viene preceduta in queste settimane da una serie di iniziative nel territorio promosse da Libera Sardegna, dai Presidi territoriali di Libera e dalle associazioni e scuole aderenti all’associazione fondata da don Luigi Ciotti, con l’obiettivo di rilanciare la lotta e la mobilitazione contro tutte le forme di criminalità organizzata.

Nella foto: un momento della conferenza stampa
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