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Red 23 giugno 2018
In programma nel capoluogo regionale una grande mostra sulle civiltà mediterranee. Firmata a San Pietroburgo l´intesa tra la Regione autonoma della Sardegna, il Museo Ermitage, il Comune di Cagliari, il MiBact e la Fondazione Sardegna
Heritage tourism: a novembre a Cagliari


CAGLIARI - «Subito una grande mostra a Cagliari e poi spazi per la Sardegna in una delle cornici più prestigiose del mondo. Lavoriamo da tempo su questo progetto e oggi, con la firma dell’intesa, segniamo un passaggio fondamentale. L’Ermitage ci mette a disposizione competenze, relazioni internazionali e pezzi pregiati e noi, da parte nostra, ci prepariamo a raccontare la Sardegna ad un pubblico internazionale vastissimo, mettendo al centro la cultura nuragica». Lo ha dichiarato l’assessore regionale del Turismo Barbara Argiolas, mercoledì sera, nella sala della direzione del Museo di San Pietroburgo, dove insieme al sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha firmato con il direttore del Museo statale Ermitage Michail Piotrovskij, un accordo di collaborazione pluriennale che coinvolge anche il MiBact e la Fondazione di Sardegna. Obiettivo è la valorizzazione in chiave culturale e turistica del reciproco patrimonio archeologico e museale: passando attraverso lo scambio di esperienze e l’attuazione di momenti di approfondimento scientifico, si arriva alla progettazione e la realizzazione di eventi ed esposizioni. Il primo appuntamento sarà proprio la mostra prevista a Cagliari da novembre ad aprile 2019: si intitolerà “Le Civiltà e il Mediterraneo” e sarà realizzata con il coinvolgimento, insieme all’Ermitage ed ai musei del Polo museale della Sardegna, del Museo nazionale georgiano di Tbilisi, del Museo statale della Preistoria e della storia antica di Berlino, del Museo archeologico di Alicante, il Museo nazionale del Bardo di Tunisi e di quello Archeologico nazionale di Napoli.

«La struttura della mostra prende spunto dalle evidenze emerse durante il convegno “Le civiltà e il Mediterraneo”, promosso dalla Regione lo scorso dicembre, come base per una collaborazione tra diverse entità museali internazionali», ha spiegato Argiolas, che ha sottolineato l’importanza ed il valore dell’impegno messo in campo dal Polo museale della Sardegna. «Sarà l’occasione per riscoprire il ruolo centrale della Sardegna nei movimenti, nei traffici mercantili e nello scacchiere strategico-militare fin dalle età più remote del mondo mediterraneo e, insieme, per rilanciarla oggi come depositaria di un patrimonio storico e archeologico unico, che deve diventare attrattore di nuovo turismo nella nostra Isola. Obiettivo è spingere la nostra proposta culturale in un segmento molto importante e in crescita, quello dell’Heritage tourism: il mercato internazionale conosce la Sardegna per il suo mare e il suo paesaggio, ma per costruire nuove stagionalità dobbiamo presentare in modo innovativo la nostra eredità culturale così specifica - ha concluso l’assessore - e questo accordo va in quella direzione». «Oggi, abbiamo segnato un altro punto importante nel percorso di collaborazione avviato con il museo Ermitage durante Cagliari Capitale italiana della Cultura 2015», ha sottolineato Zedda, ricordando il successo della mostra “Eurasia, fino ai confini della storia”, realizzata in quell’occasione a Palazzo di città. «Questo nuovo passaggio, con la grande esposizione archeologica in programma da novembre, porterà ancora una volta su Cagliari e sulla Sardegna un’attenzione di livello internazionale anche dal punto di vista turistico e lo farà articolando il racconto delle grandi civiltà del Mediterraneo proprio intorno alla civiltà nuragica. La centralità che Cagliari e la Sardegna hanno vissuto nel Mediterraneo antico torna oggi in una mostra che sarà, oltre che un grande richiamo archeologico, un’opportunità di relazioni, scambi e confronti che si vanno sempre più consolidando. Per noi un appuntamento di assoluto rilievo - ha concluso il sindaco di Cagliari - e un’occasione preziosa di crescita e visibilità».

«Questa iniziativa di grande respiro internazionale – ha dichiarato la direttrice del MiBact-Polo museale della Sardegna Giovanna Damiani - sancisce l'opportunità, che riteniamo strategica, di far conoscere la straordinaria e millenaria cultura sarda, non solo presentandone a breve le eccellenze all'interno della città di Cagliari e della Sardegna, ma soprattutto attraverso la costruzione una serie di rapporti culturali e scientifici con altri paesi del bacino mediterraneo. Pensiamo, inoltre, che costituisca l'opportunità fondamentale per portare la Sardegna fuori dai suoi confini, affinché si possa far conoscere un aspetto forse non sufficientemente radicato nel sentire e nella comprensione comune. Quello, cioè, di una terra di grande cultura, oltre che di straordinarie ambientali e naturalistiche. L'Isola non è solo sole, mare strepitoso e natura eccezionale, ma è anche terra di una cultura “altra” e importante, scaturita da una significativa presenza interna, ma frutto finale di una serie di scambi e di conoscenze dovuti alla sua straordinaria collocazione nel cuore del Mediterraneo. Queste interazioni non potevano che rafforzare le esperienze culturali e lo sviluppo di una civiltà di straordinaria pregnanza e unica al mondo. Inoltre – ha concluso Damiani - questa esperienza di collaborazione contribuisce in modo importante a rafforzare una cooperazione fortemente condivisa e voluta dalle amministrazioni dello Stato e da quelle locali, proprio per evidenziare l'importanza della cultura e del fare sardo in Italia, ma anche e soprattutto nel mondo. L'auspicio è che questa prima esperienza possa essere un importante inizio di uno sviluppo ulteriore, che vorrà affrontare altre e significative presenze culturali che arrivino fino all'età moderna». «Qualcuno – è stato il commento del presidente della Fondazione Sardegna Antonello Cabras - diceva che “la cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande”. La Fondazione di Sardegna con questo spirito, ha inteso partecipare anche a questo progetto internazionale che, forte delle prime esperienze già avviate, immagina come un ulteriore ponte ideale da e verso la Sardegna». L’accordo, finanziato con le risorse della sub azione di sistema 4 del Por Fesr 2014-2020 sullo “Sviluppo del segmento Heritage tourism”, vuole favorire lo studio, la ricerca e la massima diffusione della conoscenza dell’eredità culturale esistente legata al complesso dei patrimoni storici, artistici e culturali conservati ne Museo Ermitage e nel complesso delle istituzioni museali, culturali e le aree archeologiche presenti a Cagliari ed in Sardegna. Il fulcro tematico delle iniziative riguarderà sia le grandi civiltà del bacino del Mediterraneo ed il loro portato di incroci, influssi, contatti e contaminazioni avvenute nei secoli che hanno favorito lo scambio ed il dialogo tra le culture e diversi popoli, sia le civiltà sviluppatesi sui territori storico-geografici dei firmatari dell’intesa, con particolare riferimento alla civiltà nuragica ed a quelle sviluppatesi nei territori del Caucaso, del Mar Nero e della Siberia.
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