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Red 6 luglio 2018
Ieri ed oggi, l’Università degli studi di Sassari ha ospitato la prima sessione italiana dell’implementazione dello European qualifications passport for refugees, il “Passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati” a cui gli Atenei di Sassari e Cagliari aderiscono come casi pilota
Un passaporto accademico europeo per i rifugiati


SASSARI – Ieri ed oggi (venerdì), l’Università degli studi di Sassari ha ospitato la prima sessione italiana dell’implementazione dello European qualifications passport for refugees, il “passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati” a cui gli Atenei di Sassari e Cagliari aderiscono come casi pilota. I due atenei sardi sono stati scelti per questa sperimentazione dal “Centro di informazione sulla mobilità e le equivalenze accademiche”. Il progetto Eqpr ha come obiettivo il riconoscimento dei titoli di studio con scarsa o assente documentazione dei giovani con protezione internazionale. Il passaporto europeo per le qualifiche dei rifugiati è stato illustrato oggi, durante una conferenza stampa, dal rettore dell'Università di Sassari Massimo Carpinelli, dalla delegata alle Politiche territoriali per l'internazionalizzazione, i rifugiati e richiedenti asilo Silvia Serreli, e dal delegato per Internazionalizzazione, Erasmus e mobilità studentesche Luciano Gutierrez ed il coordinatore del Cimea Luca Lantero.

La sessione di valutazione, che vede la partecipazione di numerosi esperti dei richiedenti è iniziata lunedì all'Università degli studi di Cagliari ed è proseguita ieri ed oggi a Sassari. L'Uniss ha coinvolto una trentina di giovani con protezione internazionale (di età compresa tra i ventidue ed i trent'anni), che si sono sottoposti al processo di valutazione dei propri percorsi formativi, in vista di una possibile immatricolazione. Provengono prevalentemente dall'Africa Subsahariana e dall'Asia. Collabora con l'Ateneo di Sassari la rete territoriale del progetto “Generazione mediterranea”, a cui contribuiscono diversi Centri di accoglienza straordinaria e gli Sprar, la Caritas e numerosi volontari che hanno preso parte agli incontri dell’Ateneo di Sassari sulla formazione dei giovani migranti.

L’Università di Sassari ha già sperimentato il passaporto europeo consentendo a due giovani migranti del Mali, che attualmente frequentano i corsi di laurea universitari di essere parte di un progetto di integrazione reale e di successo. I due studenti si sono immatricolati nel 2016 e nel 2017. Il Passaporto europeo è un progetto del Consiglio d’Europa, è sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, con il coordinamento del Cimea. Grazie ad una metodologia collaudata il progetto consente di valutare il livello di istruzione dei rifugiati, l'esperienza lavorativa e le competenze linguistiche in assenza di una documentazione completa. Il passaporto europeo può avere validità nei diversi Paesi europei.
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