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Red 23 agosto 2018
«La nuova legge interviene su 314 allevamenti dei 15788 registrati in Sardegna», chiarisce l´assessore regionale dell´Agricoltura Pier Luigi Caria dopo l´alzata di scudi dell´Opposizione
«Maialetto sardo non è in pericolo»


CAGLIARI - Con la nuova legge sulla suinicoltura, del 2 agosto 2018, l’allevamento ed il consumo tradizionale del tipico maialetto sardo non sono in pericolo. Su un totale di 15788 allevamenti registrati in tutta la Sardegna, circa 314 sono classificati come allevamenti di tipo familiare per l’autoconsumo dove la norma prevede che si possano detenere quattro capi non riproduttori. Tuttavia, non esiste nessun impedimento per questi 314 di registrarsi all’anagrafe dei suini, anche con pochi capi presenti in azienda, così da poter detenere riproduttori e lavorare per l’autoconsumo e la vendita. La stragrande maggioranza di tutti gli operatori che oggi allevano maiali sull’Isola continueranno invece a produrre e vendere suini di ogni categoria senza alcun problema.

«Il tam tam sui social network alimentato in questi giorni, è una bufera all’interno di un bicchiere d’acqua che, veicolata sulla rete, ha raggiunto livelli di disinformazione paurosi». Lo ha detto l’assessore regionale dell’Agricoltura Pier Luigi Caria, che ha poi aggiunto: «Nelle direttive di attuazione del provvedimento, che l’Assessorato ha iniziato a elaborare, saranno meglio chiarite le modalità e le procedure da seguire». L’esponente della Giunta ha poi ricordato che la legge sulla suinicoltura, votata quasi all’unanimità da Maggioranza ed Opposizione del Consiglio regionale, è frutto di un lavoro costante e preciso portato avanti dalla Quinta Commissione e dai tanti consiglieri coinvolti che, con centinaia di ore di lavoro, hanno ascoltato tutti i portatori di interesse del comparto: dagli allevatori ai trasformatori passando per le diverse associazioni di categoria.

«La tradizione millenaria delle nostre produzioni suine non è minacciata da questa legge – ha osservato Caria – ma da decenni di Peste suina africana, che per troppo tempo, ha condannato la nostra Isola a embarghi vergognosi che hanno mortificato la straordinaria operosità dei nostri allevatori. Superiamo questa fase di incomprensione e mettiamoci tutti al lavoro per rilanciare un comparto dalle tante e troppe potenzialità di sviluppo ancora inespresse».
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