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Gianni Cherchi* 9 novembre 2018
L'opinione di Gianni Cherchi*
L’aeroporto di Alghero non decolla


Da tempo ormai si discute e si litiga sulla crisi dell’aeroporto di Alghero, senza riuscire a trovare una soluzione degna di questo nome che dia una migliore prospettiva di sviluppo al nostro territorio, senza dimenticare che l’aeroporto di Alghero “serve” non soltanto la vasta Area metropolitana di Sassari, ma anche gran parte della provincia di Nuoro e di Oristano. Non si può accettare che una parte consistente del territorio sardo sia ostaggio dell’incapacità politica, anche europea, di trovare rimedi efficaci al miglioramento della funzionalità operativa dell’aeroporto di Alghero, di fondamentale importanza strategica per lo sviluppo turistico del territorio, volàno principale dell’economia, facendo di questo un argomento prioritario ed ineludibile, stimolando qualsiasi iniziativa, pubblica o privata che sia, pur di ottenere il risultato. Al contrario, tutto tace, nonostante due dei tre aeroporti sardi crescano in maniera esponenziale, mentre il terzo, quello di Alghero, retrocede inesorabilmente verso un declino che appare inarrestabile.

Si badi bene, per essere chiari, non ci interessano le “guerre” di campanile, siamo felici del successo operativo di Cagliari e di Olbia, ma vorremmo che anche Alghero abbia la giusta considerazione che merita. In questa ottica, ci chiediamo perché, dopo enormi investimenti pubblici per la nuova aerostazione, si sia proceduto ad una operazione, tutta politica, di “regalare” l’aeroporto ai privati, ventilando un possibile rilancio che, dopo alcuni anni, non c’è stato. Nel Mediterraneo, ci sono località turistiche similari o inferiori alla nostra, per esempio Palma di Majorca, dove insiste un aeroporto in cui ogni minuto atterra o decolla un aereo, convogliando in detta località un numero enorme di turisti, condizionando positivamente l’economia locale. Per questo appare incredibile che Alghero non possa conseguire risultati analoghi od almeno avvicinarsi ad essi.

Tutti devono fare fronte comune, politici, sindacati, imprenditori e cittadini, per trovare le giuste soluzioni, investendo, non soltanto economicamente, ma contribuendo con idee originali ed innovative per il rilancio del trasporto aereo e marittimo, ad esempio rimborsando in tutto od in parte il costo del viaggio ai turisti che soggiornano per almeno una settimana nelle nostre strutture ricettive. Per questo, proponiamo un convegno-confronto, aperto a tutti gli operatori commerciali e turistici, oltre che ai massimi responsabili della politica locale e regionale. Infine, a pochi mesi dalle Elezioni Europee, sarebbe il caso di ricordare ai candidati sardi che è arrivato il momento di lottare per conseguire, finalmente, il riconoscimento della peculiarità insulare della Sardegna, al fine di ottenere una vera ed efficace continuità territoriale, annosa ed estenuante “battaglia” combattuta da molti e finora vinta da nessuno.

* segretario cittadino per l'Unione popolare cristiana
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