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Raimondo Cacciotto 3 dicembre 2018
L'opinione di Raimondo Cacciotto
Progetto virtuoso, apripista in Sardegna


L’imminente campagna elettorale spinge l’opposizione a mischiare le carte e fornire informazioni sbagliate ai cittadini sulla questione della posidonia. Innanzitutto occorre distinguere la posidonia dei cumuli storici dalla posidonia che si spiaggia annualmente, e ricordo subito che è stata la giunta guidata da Marco Tedde, nel 2007, ad aver deciso il sito di stoccaggio a San Giovanni, anche se oggi fa finta di non ricordare. Leggo di una raccolta firme per eliminare immediatamente l’attuale sito di stoccaggio della posidonia accumulata in questi anni. È esattamente quanto l’attuale amministrazione comunale ha programmato di fare, beneficiando tra l'altro di un contributo regionale di 200 mila euro che si aggiunge a eguale quota da bilancio comunale.

Esperita la gara, finalmente si procederà a eliminare il sito di accumulo storico della posidonia, che torno a ripetere, è stato voluto e creato dalla giunta Tedde. Il progetto dell'amministrazione comunale è un progetto virtuoso, alla cui applicazione pratica guarda con interesse lo stesso assessorato regionale all'Ambiente perché può fare da apripista in Sardegna. Cosa diversa è, invece, la gestione della posidonia che annualmente si deposita sulle nostre coste. È certamente auspicabile una modifica normativa che consenta di superare il concetto che la posidonia sia un rifiuto e venga piuttosto considerata un sottoprodotto. Una modifica normativa faciliterebbe anche l'applicazione del progetto che l'Amministrazione comunale sta proponendo e che potrebbe essere esteso anche all'eccedenza di posidonia che, se destinata a discarica, ammesso si trovi un centro che la accolga, comporterebbe un esborso monetario non indifferente e necessario ogni anno in relazione alla quantità di posidonia spiaggiata.

Sarebbe ben più utile chiedere e attivarsi perché il parlamento modifichi la norma nazionale. La Sardegna non ha una norma regionale, ha recepito quella nazionale, dapprima nel 2008 con una determina della Direzione generale degli enti locali, più recentemente nel 2016 con una delibera di Giunta recante “Indirizzi per la gestione della fascia costiera”, e anche qualora ci fosse una norma regionale deve essere coordinata a quella nazionale. Il buon senso dovrebbe fare in modo che l'applicazione della norma e delle indicazioni regionali sia compatibile alle condizioni specifiche di ciascuna spiaggia. Se la norma, infatti, introduce un principio uguale per tutti i siti, diverse e specifiche sono invece le condizioni di ogni località, e nella stessa diverse sono le condizioni da spiaggia a spiaggia. Le condizioni di San Giovanni sono diverse da Maria Pia, così come le Bombarde da Mugoni e ciascun tratto omogeneo di spiaggia meriterebbe un adeguato piano di gestione in funzione delle condizioni che lo caratterizzano (carico antropico, fenomeni erosivi, ecc).

Pertanto non ha senso imporre il riposizionamento di posidonia dove le mareggiate hanno già soddisfatto pienamente il principio di tutela ambientale e di contrasto all'erosione, operazione che tra l'altro comporta un'inutile costo per la collettività. Non temano i detrattori, sono sicuro che con il consueto impegno dell'assessore Selva, le spiagge saranno pulite regolarmente anche per la stagione balneare 2019. Al contrario di quanto faceva l'amministrazione precedente di centro destra, che interveniva a giugno inoltrato, per ben due anni abbiamo avuto le spiagge pulite a Pasqua, con la collaborazione degli operatori balneari, e l'anno scorso entro maggio prima di successive e importanti mareggiate.

* consigliere regionale ed ex assessore all'Ambinete del Comune di Alghero
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