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Red 9 gennaio 2019
La Giunta regionale è pronta a ricorrere alla Corte costituzionale contro il Decreto sicurezza. «Il provvedimento è nato da presupposti sbagliati», sottolineano il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru e l´assessore regionale degli Affari generali Filippo Spanu
Decreto sicurezza: la Regione non molla


CAGLIARI - La Sardegna è intenzionata a valutare, in coordinamento con altre Regioni italiane, la strada del ricorso alla Corte costituzionale contro il Decreto sicurezza. In questo senso, la Giunta regionale, riunita ieri (martedì) a Villa Devoto, ha condiviso le proposte formulate dall’assessore degli Affari generali, con delega sui flussi migratori, Filippo Spanu. «È una valutazione che riteniamo necessaria - spiega il presidente della Regione autonoma della Sardegna Francesco Pigliaru da Roma, dove era impegnato al Ministero della Difesa per la formalizzazione del rilascio di Porto Tramatzu [LEGGI] - Siamo davanti a un provvedimento nato su presupposti sbagliati e che non solo nega servizi essenziali a chi ne ha diritto, ma pone gli amministratori locali di fronte a seri problemi sul fronte dell’ordine pubblico, creando così incertezza e insicurezza».

Spanu ribadisce che «il decreto favorisce la disintegrazione di un modello faticosamente costruito. La Sardegna si sta muovendo in sintonia con altre Regioni per dare vita immediatamente a un confronto con il Governo attraverso un percorso istituzionale da attivare nell’ambito della Conferenza delle Regioni. Allo stesso modo, insieme a Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Abruzzo, Umbria e Campania, Comuni, università e associazioni, abbiamo promosso un appello per chiedere al Governo e al Parlamento di aderire al Global contact for migration, che costituisce a livello mondiale un indispensabile riferimento per la gestione condivisa dei movimenti migratori. Anche in questo caso abbiamo assistito al grave e ingiustificato disimpegno del Governo». Intanto, per consolidare il processo di integrazione dei richiedenti asilo, la Giunta ha approvato l’aggiornamento del Piano dei flussi migratori per il 2019. «Con l’aggiornamento, rinnoviamo il nostro impegno a favore della rete dell’accoglienza e dell’inclusione. ll Piano – spiega l’assessore regionale – si è rivelato uno strumento capace di definire e razionalizzare fabbisogni, azioni e risorse, configurandosi inoltre quale dispositivo flessibile e adattabile al mutevole contesto e, quindi, suscettibile di aggiornamenti sotto il profilo tecnico e finanziario almeno a cadenza annuale se non semestrale quando necessario. Nel corso del 2018, è stato possibile rafforzare e razionalizzare l’intero sistema e concentrare le azioni sull’accoglienza di secondo livello e sull’integrazione dei richiedenti protezione internazionale e titolari dello status di rifugiato e di altre forme di protezione».

L’esponente della Giunta ricorda «le azioni di inclusione attraverso lo sport in coordinamento con la Figc Sardegna, i corsi di formazione per i tutori volontari dei Minori stranieri non accompagnati avviati insieme al garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, le iniziative per contrastare la tratta degli esseri umani in raccordo con la Congregazione Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli, i tanti momenti di informazione e sensibilizzazione». Nel Piano, vengono introdotti percorsi di valorizzazione delle competenze dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale nel settore agricolo e pastorale, con una particolare attenzione ai giovani ospitati nelle strutture di accoglienza ubicate nelle zone rurali. Confermati i progetti di volontariato sociale e di utilità pubblica rivolti ai richiedenti asilo nei campi della salvaguardia ambientale e cura del verde, tutela e cura dell’arredo urbano, del patrimonio storico, artistico e culturale. L’iniziativa è finalizzata a superare la condizione di inattività dei migranti e favorire la loro integrazione. Negli ultimi due anni, sono stati finanziati ventisette progetti che hanno coinvolto circa duecento persone.

«La promozione dei processi di partecipazione e di cittadinanza attiva – spiega l’assessore Spanu – rappresenta una priorità dell’Amministrazione regionale per favorire occasioni d’incontro e conoscenza reciproca fra i migranti e i giovani sardi. Con questo spirito verrà replicata l’iniziativa “La Regione incontra le scuole”, momento di dialogo e approfondimento che in un anno e mezzo ha coinvolto oltre 1.500 giovani che hanno preso parte ai sedici incontri sinora organizzati. La positiva risposta dei ragazzi è stata confermata dai buoni risultati raggiunti con il concorso regionale per gli istituti secondari di secondo grado “Graziano Deiana”, che verrà replicato nel corso del 2019». La Regione continua a dedicare attenzione alla dimensione esterna delle politiche migratorie e alla cooperazione territoriale. Vanno in questa direzione gli accordi stipulati con Tunisia, Senegal ed Uganda, che prevedono scambi di buone pratiche e progetti nei campi dell’agricoltura, del rimboschimento e dell’approvvigionamento idrico.

Nella foto: l'assessore regionale Filippo Spanu
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