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Cagliari OgginotiziealgheroOpinioniAmministrazionePer Sant´Agostino una sola conquista
Maria Antonietta Alivesi 1 marzo 2019
L'opinione di Maria Antonietta Alivesi
Per Sant´Agostino una sola conquista


Ora è un po’ più chiaro. Per essere ascoltati, capiti e aiutati bisogna essere nati dalle mani di chi ascolta. Il Comitato di Sant’Agostino nacque per volontà di un gruppo di abitanti del Quartiere e un sacerdote lungimirante, don Pilu. Un Comitato che ha sempre lavorato con riservatezza ed attenzione avendo come unico scopo il bene del Quartiere e di Alghero. Non ha fatto mai politica ed ha accolto e accoglie sempre chiunque abbia voglia di mettersi in gioco per il bene comune. Per amore del quartiere e della città si è fatto portavoce presso l’amministrazione comunale di importanti iniziative, per: La Sanità algherese, Surigheddu e Mamuntanas, Il trasporto pubblico cittadino, Una viabilità sicura nel quartiere, La costruzione, nell’area dell’ex mercato civico rionale, di un centro di aggregazione, Chiedere la riqualificazione della piazza tra le case popolari; una piazza sporca e caotica, mutilata dallapresenza dell’antenna Vodafon, e, ridare così, dignità ad un pezzo della città. La costruzione di un sagrato davanti la chiesa di Sant’Agostino per rendere sicuro il passaggio e la sostadei cittadini. È l’unica chiesa ad Alghero priva di uno spazio pedonale. L’ex Cotonificio.

Le esigenze del nostro quartiere sono state sempre portate all’attenzione dei governanti del momento, un solo risultato positivo, una nuova viabilità. Oggi il quartiere ha strade più sicure: uno spartitraffico a tutela dei cittadini in via De Gasperi e sensi unici strategici.
Siamo davvero costati poco alle casse comunali! Cosa ne è stato del mercato rionale di Sant’Agostino? Dato in affitto ai proprietari della catena di supermercati Nonna Isa al prezzo esorbitante di 2936,82 euro l’anno (vorrei ricordare che per i locali del Centro Documentale della Fondazione Istituto Storico Giuseppe Siotto, in via Marconi, l’amministrazione spende 2.088,19 euro di canone al mese), è stato venduto agli stessi, a corpo, per 1.200.000 euro. Noi chiedemmo di lasciare nella disponibilità del quartiere l’area che sovrasta l’edificio per costruire un centro di aggregazione, niente da fare. È stato dato via un patrimonio immobiliare per asfaltare alcune vie, anche del quartiere. Vie che, ovviamente, dopo qualche mese sono state cantierate per la fibra ottica e per la condotta del gas.

Sagrato e piazze tra le case popolari? Da una decina di anni nell’elenco triennale delle opere pubbliche, quest’opera, di vitale importanza per la sicurezza e il benessere delle persone, viene rimandata di due anni in due anni. Ex Cotonificio? Il comune di Alghero catturò un bando regionale, grazie al dirigente Masia, che prevedeva la rigenerazione di edifici regionali. Alghero scelse la ristrutturazione dell’ex Cotonificio; il progetto affidato alla facoltà di Architettura risultò vincente. Siamo alla fine 2015. Prese il via l’iter burocratico per l’assegnazione della progettazione e direzione dei lavori; contemporaneamente, per volontà del sindaco, si crearono dei tavoli tematici nel quartiere, con l’unico scopo di essere di supporto al Progetto, attraverso idee consapevoli delle esigenze della comunità.
Arrivarono sul tavolo della commissione esaminatrice una decina di offerte e nel 2018 la Politecnica di Modena risultò vincitrice; iniziò l’iter del progetto da 3.350.000 euro. I progettisti della Politecnica realizzano il progetto di massima, che precede quello definitivo, che si discosta non poco da quello che vinse il bando. Un progetto oltremodo oneroso, rispetto al budget regionale, per la presenza di un edificio a torre con nove appartamenti che, a parere del Comitato, distorce il progetto iniziale qualificato come Centro di Aggregazione.

Dimostrammo la nostra contrarietà in un incontro avuto nel novembre 2018 con progettisti, Assessore ai Lavori Pubblici e il Responsabile Unico del Procedimento (Rup), e cercammo di vincolare il progetto definitivo a quello che era il contenuto iniziale, e vincente, del bando. In quell’incontro il Rup si addosso la responsabilità delle onerose trasformazioni. Ci chiediamo: può il Rup permettersi di modificare un progetto per il quale si erano già fatte delle valutazioni in ordine ai costi da sostenere e come tale approvato e finanziato in sede regionale?
Questa intromissione sta costando un po’ cara alla comunità del quartiere: secondo il cronoprogramma stabilito dal Rup, nel 2019, cioè oggi, dovrebbero iniziare i lavori di riqualificazione dell’edificio e invece c’è solamente un progetto di massima, oltremodo oneroso che deve essere o no riconsiderato? Un Rup che deve vigilare sui costi programmati, cosa fa? Abbiamo perso due anni. Il Rup insegue i suoi sogni (o i sogni di altri) e il quartiere, signor Sindaco è così come lei lo ha trovato nel maggio 2014, senza sagrato, con la piazza tra le case popolari indecente, l’ex cotonificio ridotto ancora ad un rudere.
In effetti una cosa è cambiata: il quartiere non ha più la disponibilità dell’ex mercato rionale e dell’area sovrastante.

*Presidente del Comitato di Quartiere di Sant'Agostino
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