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Red 11 marzo 2019
E’ stata misurata per la prima volta al mondo la risalita delle onde sulla spiaggia alla presenza di depositi di vegetazione sottomarina. La rimozione della Posidonia deve tenere conto di numerosi fattori, da monitorare con grande attenzione, perché i depositi incidono sull´idrodinamica della battigia. Da una tesi di dottorato di ricerca internazionale effettuata all’Università degli studi di Cagliari, in collaborazione con l’University of Auckland, emergono importanti evidenze scientifiche
Posidonia oceanica: istruzioni per l´uso


CAGLIARI - Per la prima volta al mondo, sono state effettuate misurazioni del fenomeno di risalita delle onde sulla spiaggia alla presenza di depositi derivanti da vegetazione sottomarina, come la Posidonia oceanica: i risultati mostrano che i depositi di vegetazione hanno un’influenza sulle onde del mare che oscillano sulla battigia. Quindi, la presenza dei depositi derivanti da vegetazione sottomarina incide sull’idrodinamica che avviene sulla battigia stessa e, quindi possibilmente, sul trasporto di sedimenti costieri e sulla morfodinamica delle spiagge ad essa collegate. E’ una delle evidenze scientifiche che emergono dalla tesi del dottorato di ricerca internazionale “International Phd in Innovation science and technology, Methods and systems for the environmental protection” dell’Università degli studi di Cagliari, conseguito nei giorni scrosi da Marinella Passarella, con il supporto di una borsa di studio finanziata con le risorse del Por Sardegna Fse 2007-2013, e seguita dal relatore Sandro Demuro, docente dell’Ateneo del capoluogo sardo.

La rimozione degli accumuli di materiale derivante da vegetazione sottomarina dovrà quindi (alla luce degli studi compiuti e delle misurazioni fatte sul campo) tenere conto dell’impatto sulla naturale idrodinamica della battigia, dei relativi fenomeni di trasporto dei sedimenti e della morfodinamica costiera ad essa collegata, che potrebbero esserne impattati. Le nuove evidenze scientifiche ottenute dallo studio si aggiungono alla consapevolezza (insita da tempo nei ricercatori del settore) dell’importante ruolo che gli accumuli di materiale derivante da vegetazione sottomarina hanno per le spiagge. La ricerca di Passarella ha fornito innovative formulazioni del fenomeno della risalita delle onde sulla spiaggia, contribuendo a migliorarne le esistenti previsioni, con l’impiego di moderne tecniche di Machine learning (apprendimento automatico da parte di algoritmi). Gli esperimenti effettuati su spiaggia sabbiosa hanno rilevato che in caso di accumulo di detriti di vegetazione sottomarina, come la Posidonia oceanica, il fenomeno di risalita delle onde sulla spiaggia risulta spostato verso il largo, specie se confrontato con una zona di spiaggia vicina libera da accumuli di Posidonia oceanica.

Il lavoro di ricerca per la stesura della tesi intitolata “On the prediction of Swash excursion and the role of seagrass beach-cast litter: modelling and observations”, è stato svolto in collaborazione con l’University of Auckland (Nuova Zelanda), dove Marinella Passarella ha trascorso tre mesi studiando con il mentore Giovanni Coco all’interno del programma “GlobusDoc” dell’Università di Cagliari, ed in parte con l’University of North Carolina (Stati Uniti). L’importante ricerca è stata anche finanziata in aggiunta dal Progetto “Neptune-Natural erosion prevision through use of numerical environment), che ha provveduto all’acquisto di avanzata strumentazione scientifica ed al finanziamento delle numerose ed essenziali campagne di ricerca in mare e costiere. I risultati dello studio condotto per la tesi di dottorato hanno una rilevanza non solo scientifica, ma anche pratico-applicativa al management costiero e di azzardi naturali derivanti anche dai cambiamenti climatici: infatti, il fenomeno di risalita delle onde sulla spiaggia viene utilizzato, fra gli altri, come parametro per valutare e predire la vulnerabilità costiera. Le formule proposte da Passarella consentono di ridurre gli errori di previsione rispetto alle parametrizzazioni largamente utilizzate finora, usando un’ampia banca dati di esperimenti realizzati su spiagge di tutto il mondo. Sebbene gli studi siano ad un livello preliminare, presentano un primo importante passo verso la conoscenza più approfondita di interazione idrodinamica-accumuli di detriti di vegetazione sottomarina.
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