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A.B. 25 giugno 2014
Da venerdì 27 giugno a domenica 27 luglio, le sale del Museo naturalistico del territorio G.Pusceddu ospiteranno la personale del decano dei pittori del Sulcis
Arte52: I volti della memoria di Cara


VILLANOVAFORRU - Le immagini artistiche offrono una chiave di lettura efficace per la ricostruzione e l’interpretazione della storia. La creazione della memoria è infatti una delle tematiche più rilevanti con cui gli artisti spesso si confrontano. La produzione artistica di Ielmo Cara, decano dei pittori del Sulcis, si caratterizza per l’attenzione al passato ed alle scene di vita quotidiana del proprio territorio di appartenenza. Interessato al racconto di fatti ed alla rappresentazione di momenti della storia sociale, egli apporta un notevole contributo alla diffusione della memoria collettiva. Minatori, attrezzi ed ambienti rurali raccontano attraverso la tecnica del monotipo, i profondi mutamenti socio-culturali, economici e paesaggistici che investirono la Sardegna con lo sviluppo dell’attività estrattiva.

L’inaugurazione della personale “I volti della memoria” è in programma venerdì 27 giugno, alle ore 19, nelle sale del Museo Naturalistico del Territorio “G.Pusceddu” e si potrà visitare fino a domenica 27 luglio. Al vernissage, si accompagnerà la conclusione della personale “Agoraphobia”-Escape from the city, di Matteo Campulla.

Come racconta il critico d’arte Antonello Dessì, «Ielmo Cara nasce nel 1934 a Gavorrano in provincia di Grosseto, ma vive e lavora da sempre nel suo amato Sulcis. Le sue opere portano a tema i minatori e i paesaggi rurali della Sardegna, come documenti di luoghi di vita antica e di invito alla memoria di un tempo che appare remoto, piegato sempre più dal distendersi della modernità. Tecnicamente si distingue per l’uso sistematico del “monotipo” che consiste nella stampa di un’unica copia di un disegno a chiaroscuro, eseguito su lastra metallica con inchiostro calcografico e trasportato su carta mediante pressione».
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