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S.A. 2 agosto 2014
La chiusura parziale del Brotzu è necessaria per le operazioni di manutenzione e ammodernamento della cabina elettrica che fornisce energia all´ospedale
Chiude il Brotzu, pazienti in tre case di cura


CAGLIARI - Tre case di cura private di Cagliari mettono a disposizione posti letto nelle proprie strutture durante lo stop ai ricoveri programmati e la chiusura del Pronto Soccorso dell'ospedale Brotzu di Cagliari da lunedì 4 a giovedì 7 agosto compreso. Nella riunione operativa di ieri (venerdì) in Prefettura - alla quale hanno partecipato il viceprefetto Carolina Bellantoni, il questore di Cagliari Filippo Dispenza, le forze dell'ordine, i responsabili del 118, la Protezione civile, le aziende sanitarie, il Comune e la Regione - sono state confermate le date di chiusura del nosocomio e la riapertura, con una graduale ripresa dell'attività medica, venerdi 8 agosto.

La chiusura parziale del Brotzu è necessaria per le operazioni di manutenzione e ammodernamento della cabina elettrica che fornisce energia all'ospedale: la messa in sicurezza dell'impianto, progettato 40 anni fa e costruito 8 anni più tardi, è indispensabile e ormai non più rinviabile per garantire la necessaria incolumità delle oltre 5000 persone che ogni giorno frequentano il più grande nosocomio della Sardegna. A parte i costi di manutenzione della cabina, l'operazione non richiede investimenti aggiuntivi per le casse regionali, in quanto viene realizzata dal personale del servizio sanitario regionale, attraverso le convenzioni con i privati e i gruppi di volontariato.

«Ringrazio la Casa di Cura Lay, la Nuova Casa di Cura Decimo e la Casa di Cura Sant'Anna per la loro disponibilità a fornire posti letto in caso di necessità - dice l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru - Da lunedì a giovedì della prossima settimana, inoltre, invitiamo i residenti nelle altre province e i residenti fuori dall'area vasta a rivolgersi agli operatori di Medicina generale o ai pediatri di libera scelta e, in caso di necessità del pronto soccorso, di rivolgersi agli ospedali a loro più vicini, Iglesias, Carbonia, San Gavino, Muravera e Isili. Ringrazio inoltre - conclude l'assessore - i gruppi di volontariato e la Protezione civile per la preziosa collaborazione».
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