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A.B. 11 settembre 2014
In programma alle ore 18, la lectio magistralis di Josef Rykwert, l’autorevole storico dell’architettura. Al mattino, tavola rotonda con sindaco ed assessori
Cagliari: chiude Scuola internazionale architettura


CAGLIARI - Chiude sabato 13 settembre la terza Scuola internazionale estiva di Architettura, l’iniziativa organizzata dal dipartimento “Dicaar” di Cagliari e dal dipartimento “Dadu” dell’Università degli Studi di Sassari, con sede ad Alghero. Per dieci giorni, i massimi esperti del settore si sono confrontati sui progetti per una capitale europea della cultura 2019, sotto l’attenta regia di Antonello Sanna ed Arnaldo Bibo Cecchini, direttori dei due enti organizzatori.

La conclusione prevede due importanti momenti: si comincia alle ore 11, nel Chiostro di Via Santa Croce, con la presentazione dei risultati e l’ormai consueta critica finale. Previsti gli interventi del sindaco Massimo Zedda, degli assessori comunali alla Cultura Enrica Puggioni, ai Lavori Pubblici Luisanna Marras, all’Urbanistica Paolo Frau, alla Pianificazione Strategica ed agli Istituti di partecipazione, Barbara Cadeddu; ed ancora di Jacques Sbriglio, dell’Ècole d’Architecture de Luminy (di Marsiglia), del direttore Domus Nicola Di Battista e di Hans Kollhoff, dell’“International Bauakademie Berlin”. Alle 18, la conclusione definitiva della Scuola, nell’Aula Magna di Piazza d’Armi, con la lectio magistralis di Josef Rykwert, introdotta da Nicola Di Battista.

Rykwert è un architetto e storico dell'architettura polacco naturalizzato britannico (nacque a Varsavia nel 1926), si è formato a Londra alla “Architectural Association” (1947), e si è perfezionato al “Royal college of art” (1970), dove poi ha insegnato, ed al “Warburg Institute” di Londra, con R.Wittkover. Trasferitosi nel 1988 negli Stati Uniti, ha insegnato alla University of Pennsylvania, divenendone successivamente professore emerito. È stato nominato cavaliere de l'Ordre des arts et des lettres (1984) ed è diventato membro dell'Accademia di San Luca (1993). Della sua attività, sono da ricordare la sala municipale polifunzionale a Dorking (1964-65) e case e uffici in Old church street a Chelsea (1971-73). Dedicatosi alla saggistica, ha indagato le problematiche che afferiscono al significato ed all'interpretazione dell'architettura; tra i suoi scritti: “The idea of a town” (del 1963, tradotto in italiano nel 1981), “On Adam's house in paradise” (scritto nel 1972 e tradotto nello stesso anno), “The first moderns” (1980, tradotto 1994), “Gregotti & associates” (1995, tradotto l’anno dopo), “The Palladian ideal” (1999), “The villa: from ancient to modern” (2000) e “The seduction of place: the city in the twenty-first century” (2000).
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28/11/2016
Domani, alle ore 17.30, in programma “No Man’s belongs to everybody: progetti site specific di Yona Friedman con Jean-Baptiste Decavèle”, iniziativa organizzata dal Dipartimento di Architettura dell´Università degli Studi di Sassari con la Scuola di Dottorato in Architettura e Ambiente ed in collaborazione con il Deca
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