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S.I. 2 ottobre 2014
Il Comune di Cagliari ha prorogato l´ordinanza con sui si vieta la musica dopo la mezzanotte. Atto che comprende anche tutta una serie di indicazioni che devono osservare gli imprenditori. Proteste sul web. Necessarie delle proposte per conciliare le varie esigenze
Ordinanza “blocca musica”
Proteste, ma poche proposte


CAGLIARI – Prorogata fino a tutto il 2014 l’ordinanza che prevede da mezzanotte lo stop alla musica. Un atto che quando venne redatto e applicato qualche mese addietro creò già diversi malumori e numerose proteste. Ma del resto in alcuni quartieri storici di Cagliari, in particolare Marina e Castello, conciliare il riposo con la “movida” era diventato impossibile. Residenti su tutte le furie per le varie serate organizzate, sia nei locali che in strada, tanto inoltrare numerose denunce e segnalazioni che culminarono, ad esempio, lo scorso 31 dicembre con l’intervento della Polizia Municipale che mise i sigilli ad un locale solo poche ore prima di una manifestazione con dj e animazione in via Università.

Nel Comune di Cagliari, fino alla fine dell'anno, i titolari delle attività commerciali e artigianali (compresi i circoli privati) ubicate nei quartieri di Marina, Stampace, Castello, Villanova e nella Piazza Galilei, Viale Europa e Parco di Monte Urpinu, Parco della musica, Lungomare Poetto devono osservare diverse indicazioni. Non solo la fine della musica a mezzanotte, ma anche tutta una serie di interventi volti a mantenere il decoro, la pulizia, l’ordine ed evitare frastuono nei pressi delle attività. «E’ consentita l'emissione sonora di intrattenimenti musicali oltre le ore 24.00 e comunque non oltre le ore 3.00 nell'area denominata Arena Concerti Sant'Elia nel quartiere Sant'Elia a Cagliari». Non appena si è diffusa la notizia della proroga dell’ordinanza, su facebook sono apparsi i primi commenti di organizzatori, gestori e operatori culturali dei vari locali e realtà attive nel centro del capoluogo sardo. «Cagliari Capitale Europea del buon sonno», uno dei tanti commenti, mentre un altro recita: «basterebbe solo un pizzico di buonsenso da parte di tutti, clienti, gestori, abitanti, forze di polizia, politica, etc etc, per finirla con queste pagliacciate e per far crescere la città».

E’ proprio il buonsenso che manca in queste situazioni. Quella sintesi che deve ragionevolmente andare incontro alle esigenze dei residenti dei quartieri interessanti dalla presenza dell’intrattenimento notturno e anche alle necessità di chi vuole creare posti di lavoro garantendo un’offerta anche nel notturno, dalla ristorazione al clubbing. Certamente in questi anni, in tutti i livelli, è mancata una programmazione utile a conciliare tali esigenze. E questo non è per niente linea con una città candidata a Capitale Europea della Cultura. La politica non può più fare orecchie da mercante, ma anche gli imprenditori non devono fermarsi alla lamentele e avanzare delle proposte serie e realizzabili.
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