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M.L.P.C. 7 ottobre 2014
Imprenditore cagliaritano affetto da sclerosi multipla riesce ad attenuare i forti dolori solo con la marijuana
Imprenditore cagliaritano fuma l’erba contro il dolore


CAGLIARI – Luciano Vacca abita a Cagliari e fa l’imprenditore. Da undici anni ha scoperto di essere malato di sclerosi multipla di tipo progressivo primario, la forma più rara. A poco a poco perde l’uso delle gambe e di un braccio. Non può più recarsi a lavoro e si organizza l’ufficio dentro casa. La sedia a rotelle è la sua fedele compagna da tutti questi anni. Purtroppo la sclerosi è una malattia che non da scampo: non si può guarire ma solo alleviare i dolori e gli spasmi muscolari. L’unico modo che ha l’uomo per riuscire a dormire qualche ora di seguito e rilassare gambe e braccia è fumare la marijuana.

Qui in Italia l’uso, anche a fini medici, è illegale e Luciano Vacca deve procurarsi le “dosi” nei quartieri di spaccio cagliaritani ma, essendo spesso impossibilitato fisicamente nel recarsi personalmente dagli spacciatori, è costretto a mandare per lui gli amici. Questo forse il rimorso più grande che ha: che le persone a lui care che rischiano per garantirgli qualche ora di pace vengano perseguiti dalla giustizia.
Ha già provato coi medicinali a base di cannabis, quelli autorizzati dallo Stato: prima il Sativex, che ha effetti collaterali pare devastanti, e poi il Bedrocan, cannabis essiccata che si faceva arrivare dall’Olanda con costi esorbitanti e in tempi lunghissimi. Da qui l’unica speranza per alleviare gli spasmi è stata quella di acquistare in prima persona dagli spacciatori e in un futuro di coltivare da se una piantina.
La cannabis fino all'avvento del proibizionismo è stata per migliaia di anni un'importante pianta medicinale condivisa da molte culture nel mondo e negli ultimi decenni si è accumulato un certo volume di ricerche sul suo uso nelle attività farmacologiche e sulle sue possibili applicazioni: in Italia studi approfonditi sui suoi effetti sono stati effettuati dal Professor Gian Luigi Gessa docente di Neuropsicofarmacologia e direttore del Dipartimento di Neuroscienze all'Università di Cagliari.

La pianta torna oggi ad essere usata nel trattamento di certe patologie, per esempio per ridurre la nausea dovuta a chemioterapia o in malati di Aids. Studi clinici hanno mostrato effetti significativi anche nel dolore tumorale, ed hanno confermato l'ottima attività per il dolore neuropatico e per i sintomi dolorosi nella sclerosi multipla (spasticità, sintomi della vescica, qualità del sonno).
Se l'uso a scopo ricreativo resta illegale in molte parti del mondo, l'uso medico della cannabis è ormai completamente o quasi completamente legale in alcuni paesi europei, tra cui Austria, Canada, Finlandia, Germania, Israele, Italia, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Negli Stati Uniti il commercio (sia vendita che acquisto) di cannabis per qualsiasi scopo è reato federale, mentre è legale la produzione per utilizzo personale in 20 Stati e nel District of Columbia.

In Italia è perfettamente legale, per un paziente che ne necessiti, ottenere farmaci a base di cannabinoidi. Peccato che non sia una procedura semplice. Moltissimi malati vivono un lungo calvario per procurarsi i medicinali di cui hanno bisogno, spesso pagando di tasca propria una terapia che può arrivare a costare anche migliaia di euro.
Un altro dei problemi a cui vanno incontro i pazienti sono i medici stessi: non è semplice trovare un medico disposto a prescrivere questo tipo di terapia, e in molti non lo fanno proprio perché non conoscono gli impieghi del farmaco né dove reperirlo. Il problema poi si complica fintanto che saranno le stesse industrie farmaceutiche ad avere interessi troppo alti.
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