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S.I. 11 ottobre 2014
E’ un giudizio agrodolce quello che Confartigianato Imprese Sardegna da al Programma Regionale di Sviluppo, presentato dall’Assessore Regionale alla Programmazione, Raffaele Paci
Artigiani: luci e ombre su proposte Giunta Pigliaru


CAGLIARI - «La Confartigianato condivide l’impostazione generale, ma chiede maggiore dignità per il comparto che rappresenta. “Artigianato visto come corollario del Turismo». E’ un giudizio agrodolce quello che Confartigianato Imprese Sardegna da al Programma Regionale di Sviluppo, presentato dall’Assessore Regionale alla Programmazione, Raffaele Paci. «E’ un Piano voluminoso, con tanti spunti interessanti, ambizioso per certi versi e le sei strategie sulle quali ruota sono condivisibili – affermano dall’Associazione degli Artigiani – anche perché si punta sulle competenze della persona e sulla competitività dell’impresa. Interessanti alcune parti che vedono un’attenzione per le piccole imprese, come i voucher per l’innovazione, o gli interventi sull’internazionalizzazione in riferimento all’agroalimentare».

Gli Artigiani, «seppure, come ha evidenziato l’Assessore Paci nella sua presentazione, l’approccio del Programma non sia per singolo settore (ad esclusione dell’agricoltura)» evidenziano una non chiara visione strategica per un mondo, quello delle imprese artigiane, che oggi è in prima linea su tutti i territori della nostra regione per resistere alla crisi.

«Nei meandri delle schede allegate al Programma – precisano da Confartigianato Sardegna - gli unici riferimenti riguardano l’artigianato artistico che viene visto sempre come corollario del turismo. Sull’artigianato artistico, peraltro, non si fa cenno al marchio Isola e ai relativi disciplinari di qualità che sono già pronti da tempo ma non ancora operativi».

E ancora: «Nel PRS non vengono prese in considerazione le peculiarità dell’impresa artigiana come modalità di esercizio di qualsiasi mestiere che, al di là di un inesistente romanticismo nostalgico, partono dalla consapevolezza che svolgere una attività in forma “artigiana” non è quasi mai una scelta individuale ma frutto delle oggettive e soggettive modalità con cui si esercita l’attività, che in molti casi implica il coinvolgimento delle stesse famiglie».

Per questo, alla luce di quanto analizzato, l’Associazione Artigiana chiederà che nel principale Documento Strategico che la Regione è chiamata ad elaborare nei suoi 5 anni di legislatura, si dia dignità al ruolo dell’impresa artigiana che, si ricorda, ha particolari ed espresse tutele normative, a cominciare dall’art. 45 della Costituzione.

«Probabilmente sarà utile un momento di confronto sui temi dell’artigianato – sottolineano da Confartigianato - se l’Amministrazione regionale organizzerà, come pare, una conferenza regionale del settore alla quale sarebbe importante partecipassero tutti gli esponenti dell’esecutivo regionale»

Gli Artigiani chiudono la loro analisi con una osservazione sulla proposta, contenuta nel PRS, attraverso la quale la Regione si impegna a diffondere in modalità open tutte le informazioni e i dati utili a valutare le politiche regionali: «Se, come Confartigianato ha chiesto da tempo, anche attraverso il progetto, “Rating Sardegna”, l’Amministrazione renderà fruibili e valutabili tutti i documenti e gli atti, le imprese saranno in grado di valutare in maniera oggettiva l’impatto delle politiche sulla propria attività e sulle priorità di sviluppo definite da tempo»


Nella foto il centro di Cagliari
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