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Cagliari OgginotiziecagliariCronacaArresti › Affari dei Casalesi in Sardegna: stroncato giro, Cicu indagato
S.I. 23 ottobre 2014
Come detto dalla Guardia di Finanza durante la conferenza stampa di questo pomeriggio a Cagliari: «si tratta della più grossa operazione in Sardegna contro i clan camorristici e i loro investimenti». Tra gli indagati risulterebbe anche l'europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu
Affari dei Casalesi in Sardegna: stroncato giro, Cicu indagato


CAGLIARI - La camorra è arrivata, anche, in Sardegna. Semmai ci fosse qualche dubbio, a spazzarlo via è l’operazione della Guardia di Finanza di Cagliari che, come anticipato oggi da cagliarioggi.it e illustrato nel pomeriggio in una conferenza stampa presso il Comando Provinciale, ha sequestrato beni per oltre 20 milioni di euro. Nell’ambito di una lunga e complessa indagine condotta nei confronti di un gruppo di imprenditori e professionisti dediti al riciclaggio e al reimpiego di denaro illecito, proveniente dal traffico internazionale di sostanze stupefacenti e all’evasione fiscale da parte di membri appartenenti ad associazioni camorristiche campane. I provvedimenti di sequestro emessi dal Gip del Tribunale di Cagliari, su richiesta della direzione distrettuale antimafia, costituiscono il risultato di complesse investigazioni, anche di natura economico-patrimoniale, svolte dagli specialisti del Gico del nucleo di polizia tributaria, che hanno portato al sequestro di 7 aziende, 40 fabbricati e 8 terreni dislocati tra le regioni Sardegna, Campania e Lazio – in particolare nelle province di Cagliari, Napoli e Caserta – riconducibili a personaggi sardi e campani protagonisti delle operazioni di riciclaggio. Sequestrati, inoltre, numerose quote societarie e oltre 70 tra conti correnti e rapporti finanziari detenuti presso diverse banche ed istituti di credito. Tra i destinatari del provvedimento cautelare spicca la societa’ sarda “Tu.ri.cost s.r.l.”, con sede legale originariamente a Sestu, proprietaria del complesso turistico-alberghiero di lusso denominato “S’incantu” ubicato a Villasimius, anch’esso sottoposto a sequestro.

Le indagini sono scattate nel 2010 attraverso la verifica, da parte delle fiamme gialle, di alcune operazioni gestionali relativamente al progetto di acquisizione di terreni edificabili per la realizzazione di immobili destinati ad ospitare un villaggio-vacanze di pregio. I soci, cagliaritani, hanno rinunciato ben presto al progetto, allettati da una cospicua offerta – dell’ammontare di oltre 1 milione di euro – ricevuta da un gruppo di persone originarie della provincia di Caserta, intenzionate a rilevare integralmente le quote della societa’ e ad avviare essi stessi la costruzione di un lussuoso resort onde valorizzare gli investimenti turistici dell’isola. Dagli accertamenti di polizia giudiziaria e’ emerso che la nuova compagine sociale, insediatasi in Sardegna gia’ dal 2003, era composta da soggetti collegati, talvolta anche da stretti rapporti di parentela, a piu’ noti esponenti camorristici legati ai clan dei casalesi e dei d’alessandro – attivi tra le province di napoli e caserta – alcuni dei quali vicini al boss michele zagaria. le successive indagini patrimoniali e finanziarie hanno consentito di ricostruire, in modo puntuale, l’entita’ dell’apporto di capitali dell’organizzazione criminosa investiti nell’azienda sarda, calcolati in circa 600.000 euro, provenienti dalla consumazione di molteplici reati.

Ma la storia non finisce qui. Al fine di occultare la tracciabilita’ delle operazioni finanziarie e ostacolare il compito degli investigatori gli indagati hanno fatto ricorso, anche avvalendosi di alcuni prestanome, a passaggi di denaro in contanti (ino a 400.000 euro portati nel capoluogo sardo) a transazioni finanziarie effettuate con l’interposizione di societa’ terze compiacenti, idonee a “schermare” i reali titolari delle provviste monetarie, a vorticose emissioni di titoli di credito nonche’ a successive negoziazioni attraverso l’ausilio di funzionari di banca compiacenti. conseguentemente, diverse compravendite di immobili e di partecipazioni societarie sono state effettuate “in nero”, nascondendo al fisco parte dei pagamenti e violando la normativa antiriciclaggio. Al termine delle indagini, sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica/dda complessivamente 17 soggetti, 3 dei quali originari del cagliaritano (tra cui l'europarlamentare Salvatore Cicu) e gli altri delle province di napoli, caserta e avellino, per i reati di riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro e di beni di provenienza illecita, turbativa d’asta, con l’aggravante del metodo “mafioso”.


Ultimo aggiornamento 16.45



Nella foto l'europarlamentare di Forza Italia Salvatore Cicu
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