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M.L.P.C. 27 ottobre 2014
Il consigliere di Forza Italia Stefano Schirru contesta gli ostacoli che impediscono di accedere ai fondi per le imprese
«Troppa burocrazia e vincoli de minimis»


CAGLIARI - Nei giorni scorsi il consigliere di Forza Italia Stefano Schirru ha avviato una mozione sugli eccessivi vincoli del bando di erogazione dei fondi della de minimis che è stata sottoscritta dal centrodestra e approvata all’unanimità in Aula. Secondo Schirru «il bando non agevola le categorie deboli, ma solo chi i soldi li ha già o ha le spalle coperte». La mozione quindi ha lo scopo di tutelare e aiutare chi è rimasto invischiato nel ginepraio del regolamento del bando. Il consigliere comunale di opposizione, intervistato da Cagliarioggi dice la sua sulle modalità di accesso ai fondi de minimis: «Impostati in questo modo sono inaccessibili: le risorse sono destinate a soggetti svantaggiati ma nel momento in cui richiedono fideiussione assicurativa o bancaria vogliono tanti avvalli che possono andare bene solo se il richiedente ha le spalle coperte, altrimenti è impossibile accedervi».

Schirru, che conosce bene la situazione, rincara la dose: «il comune (tramite la determinazione de 5/4/2013) anzichè valutare i progetti in base alla possibilità di successo e di effettive potenzialità ha inserito come ulteriore criterio quello di valutare il livello occupazionale, a differenza della Regione che richiede le fideiussioni solo alle società di capitali».

«Io ho chiesto – aggiunge Schirru - al Sindaco e alla Giunta di avviare iniziative volte al rilascio delle fideiussioni e allo snellimento della procedura. Viviamo in un momento in cui è difficile accedere al credito ordinario, i tassi sono elevatissimi e le condizioni non convenienti: il Comune ha a disposizione questi soldi che sono vincolati a questo scopo e si rischia di non spenderli per l’eccesso di burocrazia e rigidità dei regolamenti». Si tratta quindi di 3milioni e mezzo di euro che il Comune dispone per la de minimis e, una volta erogati a imprese di nuova costituzione, resterebbero nella comunità sarda, creando un indotto importante, in un periodo di forte crisi per il commercio e l’occupazione.

Nella foto: Stefano Schirru
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