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M.L.P.C. 1 novembre 2014
Dai banchi del Comune la proposta di affidare ai cittadini gli spazi pubblici inutilizzati della città per recuperarli e renderli fruibili alla collettività
Cagliari: nuova vita alle aree degradate


CAGLIARI – Dalla Maggioranza arriva in Consiglio Comunale la proposta di affidare ai cagliaritani gli spazi della propria città inutilizzati o degradati. I consiglieri Ferdinando Secchi, Giovanni Dore e Enrico Lobina hanno una chiara idea del progetto ed hanno presentato una proposta di deliberazione consiliare che ha come obiettivo quello di affidare ad associazioni di cittadini aree comunali degradate, inutilizzate o dismesse col proposito di recuperarle e metterle a disposizione della collettività. Dal Quartiere del Sole fino al centro della città e alle periferie, con l’idea che gli spazi pubblici inutilizzati non debbano essere un costo per il Comune ed al contempo debbano essere utilizzati dai cittadini.

«L’obiettivo è quello di restituire decoro ad alcune zone della città – spiega il primo firmatario, Secchi, di Sardegna Pulita – a costo zero per le casse comunali, e coinvolgendo gli stessi residenti». Il progetto, dovrebbe approdare in Aula nelle prossime settimane. «Nel territorio cittadino – si legge nel documento presentato - esistono delle aree inutilizzate ed abbandonate di proprietà comunale prevalentemente acquisite in seguito a cessioni di lottizzanti di aree di espansione, che l’Amministrazione non ha mai attrezzato al fine del loro utilizzo e che per tale motivo si presentano in stato di abbandono e di degrado. Il riuso degli spazi degradati o inutilizzati e dismessi, e la riqualificazione di intere aree urbane della città sono temi di fondamentale importanza per la riqualificazione urbana, per la tutela dell’ambiente contro il consumo di suolo, per il sostegno a progetti culturali, ludici e sportivi nonché per un’azione efficace a favore di sviluppo produttivo e occupazione».

Un modo anche per sperimentare nuove forme di sinergia fra la pubblica amministrazione e la cittadinanza. Inoltre, «gli spazi dismessi e inutilizzati in città – aggiunge Ferdinando Secchi - possono stimolare progettualità culturali e imprenditoriali». La proposta è chiara: «assegnare spazi comunali in uso gratuito, tramite procedure di evidenza pubblica, ad associazioni e cooperative di residenti preferibilmente di quartiere, che si potranno occupare a costo zero per l’amministrazione, di presentare dei progetti orientati a sviluppare l’interazione tra creatività, innovazione sociale, imprenditoria, soprattutto a favore della domanda crescente dei cittadini di poter disporre di spazi pubblici».
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