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S.I. 5 novembre 2014
Esplode la polemica per il nome dato ad un operazione dei carabinieri chiamata Mamuthones. Intervento caratterizzato dall´arresto di una banda di origine sarda dedita alle rapina nella zona di Viterbo.
Associare Mamuthones alla malavita è da analfabeti


CAGLIARI - Esplode la polemica per il nome dato ad un operazione dei carabinieri chiamata Mamuthones. Intervento caratterizzato dall'arresto di una banda di origine sarda dedita alle rapina nella zona di Viterbo. I primi ad indignarsi sono stati gli abitanti di Mamioada ricordando che le maschere non rappresentano dei banditi, ma una tradizione legata al territorio e alle usanze nella festività del carnevale.

Un vergognoso errore che fa capire quanto ancora siano vivi gli stereotipi in Italia riguardo le differenti zone dello Stivale e ciò è ancora più grave quando tale associazione arriva da organismi che rappresentano lo Stato. E sull'argomento c'è stato anche l'intervento del deputato di Unidos, Mauro Pili: «Chiunque abbia attribuito ad un'operazione di lotta alla criminalità il nome di 'Operazione Mamuthones' ha offeso la Sardegna e i sardi - lamenta Pili - Il ministro dell'Interno Angelo Alfano deve chiedere scusa senza se e senza ma. Non si possono infangare nobili e storiche tradizioni popolari dell'Isola denominando in questo modo operazioni contro la criminalità».

«"I Mamuthones non hanno e non possono avere nessun legame con la malavita - evidenzia Pili - solo associare le due cose è un atto grave e offensivo per il popolo sardo. Siamo tornati al tribale della comunicazione di Stato dove l'arresto di criminali viene associato a una comunità come quella sarda solo in funzione dell'anagrafe».

Nella foto una maschera di Mamuthone
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