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Cagliari OgginotiziecagliariCronacaArresti › Inchiesta Mesina, sequestrato il tesoretto da 2milioni di Milia
S.I. 10 novembre 2014
Operazione della Guardia di Finanza “Martes”. Sequestrati beni immobili, quote societarie e un conto corrente in applicazione di misure di prevenzione antimafia nell’ambito dell’inchiesta su Graziano Mesina
Inchiesta Mesina, sequestrato il tesoretto da 2milioni di Milia


CAGLIARI – E’ di circa due milioni di euro il valore dei beni sequestrati dalla Guardia di Finanza di Cagliari a Gigino Milia, 67 anni, pregiudicato di Fluminimaggiore, più volte coinvolto in vicende penali e condannato per associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Attualmente detenuto, l’uomo e’ stato arrestato lo scorso anno per aver preso parte ad un’organizzazione criminale insieme all’ex “Primula rossa” del banditismo sardo, Graziano Mesina, con il quale si era organizzato per procurarsi ingenti quantità di eroina e di altre sostanze stupefacenti in Lombardia, da destinare alle “piazze” di spaccio delle province di Cagliari, Nuoro e Sassari.

Il provvedimento di sequestro patrimoniale che lo ha interessato e’ stato emesso dal tribunale di Cagliari, sulla base della proposta avanzata dalla locale procura distrettuale antimafia, a seguito di complesse investigazioni economico-patrimoniali svolte dagli specialisti del G.i.c.o. del nucleo di polizia tributaria.

In particolare, sono stati sottoposti al “vincolo” giudiziario ben 7 unita’ immobiliari, 11 terreni, un conto corrente, oltre alle quote di partecipazione ed ai beni di una società dedita all’attivita’ di campeggi ed aree attrezzate per roulottes, direttamente o indirettamente riconducibili al Milia. Gli immobili oggetto del sequestro sono ubicati a Fluminimaggiore mentre la societa’ ha sede a Sassari. Dalle indagini svolte, e’ emerso che lo stesso, nell’arco temporale esaminato (oltre un trentennio), pur non avendo dichiarato redditi o talora avendone dichiarati in misura estremamente ridotta, ha effettuato ingenti investimenti in attivita’ commerciali e in immobili di valore, provvedendo ad intestare fittiziamente i beni ai propri familiari, al fine di impedire una immediata ricostruzione del suo patrimonio.

Tuttavia, cio’ non ha impedito alle Fiamme Gialle di rilevare che la stessa parentela era priva di redditi sufficienti a giustificare il volume delle transazioni immobiliari. Analogamente la societa’, pur non avendo mai realizzato utili, se non in pochi esercizi, e’ stata utilizzata da Milia allo scopo di fornire uno “schermo” per gli acquisiti. Tra questi, c’è anche l’abitazione di famiglia.

Nella foto Graziano Mesina
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