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Stefano Idili 13 novembre 2014
Denunciato del deputato sardo di Unidos che presentato una dettagliata interrogazione parlamentare con la quale, anche attraverso rilievi fotografici, scopre la gravità della situazione del carcere di Uta. Struttura costata 95milioni di euro e che pare dovrà accogliere i mafiosi al 41bis
Esplode il caso Uta: dossier e foto


CAGLIARI - Vie di fuga aperte a tutti, laghi sospetti pieni di liquidi inquinanti, tombini comunicanti con l'esterno e tante altri particolari che destano scalpore. Il carcere di Uta dovrebbe essere consegnato a giorni e scoppia il caso a seguito delle immagini e dossier pubblicate sui social network dal deputato di Unidos Mauro Pili.

Emergono dettagli inquietanti a partire dalle vie di fuga dal carcere ritenuto di massima sicurezza. «Tombini scoperchiarti che connettono interno ed esterno del carcere con condotte ad altezza d’uomo, il carcere costruito all’interno di un’area sospetta per rifiuti tossico nocivi con laghetti di raccolta corrosi dai liquidi di scarico a ridosso della struttura. Le celle di Riina e compagni - scrive Pili - senza muri in un cantiere in altissimo mare con gru interne e attrezzi da cantieri pericolosissimi per una struttura penitenziaria ad altissimi rischio. Il report verbale è stato secretato, vietato mettere nero su bianco. Il Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, è stato categorico: nessuno metta per iscritto rilievi e problemi».

«E i sopralluoghi continui da parte della struttura del Dap e degli agenti in servizio a Uta si incrocia con il via vai del cantiere, tra uno sciopero e l’altro. Dopo la denuncia dei giorni scorsi sulla mancanza assoluta di collaudi e autorizzazioni c’è stato un incessante tentativo di coprire il tutto ma i dati sono talmente macroscopici che ora sono documentati punto per punto. I rilievi sono fotografici, indiscutibili e la prova evidente che nel carcere di Uta è in atto una corsa alla carriera sulla testa dei lavoratori. Aprire quel carcere in quelle condizioni e senza personale - continua Pili- è semplicemente un reato. Si gioca sulla pelle degli agenti penitenziari che sarebbe costretti ad operare in un carcere senza alcun tipo di rispetto delle più elementari regole di sicurezza, a partire dall’esistenza di un cantiere senza fine all’interno della struttura».

Tutto questo e altro, lo ha denunciato questo pomeriggio il deputato sardo di Unidos presentando una dettagliata interrogazione parlamentare con la quale, anche attraverso rilievi fotografici, scopre la gravità della situazione del carcere di Uta, costato per adesso 95 milioni di euro e ancora senza collaudi di alcun genere.

Nella foto il carcere di Uta
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