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Cagliari OgginotiziecagliariCronacaLavoro › Lavoro e scuola: piazze bollenti. Protesta e cortei anche a Cagliari
M.L.P.C. 14 novembre 2014
Giornata di protesta sul fronte scuola e lavoro: in tutta Italia una 24 ore per dire no alle politiche del governo Renzi e quelle distruttive di austerità della UE, no al Jobs Act e l’abolizione dell’art.18, alla Legge di stabilità, al Piano-Scuola, allo Sfascia Italia
Lavoro e scuola: piazze bollenti
Protesta e cortei anche a Cagliari


CAGLIARI - Anche Cagliari è tra le città italiane che aderiscono allo sciopero generale indetto per la giornata di oggi venerdì 14 novembre da Cobas. Una 24 ore di protesta per dire no alle politiche del governo Renzi e quelle distruttive di austerità della UE, no al Jobs Act e l’abolizione dell’art.18, alla Legge di stabilità, al Piano-Scuola, allo Sfascia Italia. Insieme ai Cobas hanno manifestano numerose strutture dei Centri sociali e del territorio, dei precari e del piccolo lavoro autonomo, organizzazioni studentesche nazionali e locali.

In particolare per ciò che riguarda la scuola, i Cobas rifiutano il Piano Renzi, i presidi-Marchionne, l’abolizione degli scatti di carriera, il sistema di valutazione con i quiz Invalsi definiti “grotteschi” e lottano per l'assunzione di tutti i precari/e che lavorano da anni nella scuola pubblica. Lo sciopero generale e sociale del 14 avverrà in forme totalmente inedite e prevede iniziative durante tutte le 24 ore. Cortei e manifestazioni a carattere regionale o provinciale si terranno nelle principali città e in particolare, per quel che riguarda la partecipazione dei Cobas, a Torino, Genova, Milano, Brescia, Padova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Cagliari, Terni, Pescara, Napoli, Bari, Taranto, Catania, Palermo. A partire dalla mezzanotte, si svolgeranno anche iniziative diffuse, picchetti, sit-in e azioni in luoghi significativi del conflitto contro le politiche liberiste e di austerità.

Per ciò che riguarda la città di Cagliari l’appuntamento questa mattina è stato in pieno centro cittadino: alle 9,30 tra piazza Costituzione e piazza Yenne, dove i Cobas nel corso della mattinata si uniranno al corteo degli studenti, partito invece da piazza Trento. I punti di forza della protesta odierna riguardano l’assunzione di tutti i precari con tre anni di servizio; il ritiro del licenziamento di 8190 Ata; il rifiuto degli scatti di merito, il mantenimento degli scatti di anzianità e il rinnovo del CCNL con 300 € netti in paga base per tutti per recuperare il 30 % di potere d’acquisto perso dal 1990 ad oggi.

Ma anche la gestione collegiale e democratica delle scuole senza il “manager alla Marchionne”; la non la competizione individuale tra i docenti; una seria formazione con l’anno sabbatico; la riduzione del numero di alunni per classi senza classi - pollaio; la garanzia del diritto al sostegno con il rapporto 1 a 1 per i gravi; studenti a scuola fino a 18 anni senza lavoro gratuito o sottopagato in azienda; il rispetto dei diritti dei “quota 96” e il rifiuto della mobilità intercompartimentale obbligatoria per i docenti “inidonei”.

Cagliarioggi ha intervistato il portavoce dei Cobas Sardegna Nicola Giua: «Quella di oggi è una giornata di mobilitazione di diverse forze sindacali con decine di piazze italiane coinvolte per protestate contro le politiche governative». Giua fa il punto su una delle difficoltà di base della nostra terra, il fare rete: «A Cagliari abbiamo organizzato un corteo per far sentire la voce della Sardegna: ma uno dei nostri problemi è che, al di la delle sigle, la situazione di drammaticità della nostra isola dovrebbe fare in modo che tutte le forze cercassero di trovare dei punti di unione».

Nella foto la bandiera dei Cobas questa mattina in Piazza Costituzione
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