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S.I. 8 dicembre 2014
«I campioni del finto ambientalismo – prosegue l’esponente azzurro-, contorcendosi nelle loro contraddizioni ipocrite, riescono solo nell’impresa di andare contro tutte le esigenze in campo», così il consigliere regionale di Ugo Cappellacci
«La disputa tra baroni e aristocrazia penalizza la Sardegna»


CAGLIARI - «L’oziosa e aristocratica disputa tra i baroni della Giunta e le contesse penalizza la Sardegna». Così Ugo Cappellacci (Forza Italia) ritorna sul dibattito riguardante il Piano Casa. «I campioni del finto ambientalismo – prosegue l’esponente azzurro-, contorcendosi nelle loro contraddizioni ipocrite, riescono solo nell’impresa di andare contro tutte le esigenze in campo»: infatti – sottolinea Cappellacci- non solo non sono capaci di elaborare uno strumento idoneo a salvaguardare il paesaggio e il territorio, ma bloccano altresì un intero settore, quello dell’edilizia, che è già versa in una situazione di grave sofferenza. La Giunta Pigliaru ha revocato il Piano Paesaggistico non per proporre uno nuovo, ma solo per ritornare a quello del 2006 che con lo strumento discrezionale delle intese consente a pochi eletti di colare migliaia di metri cubi di cemento sulle coste, mentre blocca tutto ciò che riguarda i comuni mortali».

«E così – ha aggiunto Cappellacci- la mancata proroga del Piano Casa, con la pesante contraddizione della richiesta ai Comuni di tenere aperti l’ultimo giorno di validità di quello scaduto, è la dimostrazione di una Giunta che non sa come mascherare un provvedimento la cui sostanza è ben diversa dall’immagine che la Giunta si è attribuita. Questa fase di "vuoto normativo" sta gravemente penalizzando imprese, professionisti ed operai».

«Noi chiediamo alla Giunta regionale di ascoltare i sardi anziché ricercare la compiacenza dei feudatari del paesaggio. A proposito dell’ipocrisia di questi ultimi – ha concluso Cappellacci- invitiamo provocatoriamente questi signori a mandare una foto delle loro dimore, tutt’altro che modeste, e del luogo in cui si trovano: così l’opinione pubblica potrà sapere da dove predicano questi finti Ayatollah, impostori dell’ambientalismo».
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