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A.B. 26 dicembre 2014
Due grandi ambasciatori del jazz italiano come Pasquale Innarella e John De Leo, saranno i protagonisti di un’interessante serata in programma domenica 28, per la 29esima edizione del festival
Innarella e John De Leo ai Confini tra Sardegna e Jazz


SANT'ANNA ARRESI - Con due grandi ambasciatori del jazz italiano come Pasquale Innarella e John De Leo, si prospetta un’interessante serata quella di domenica 28 dicembre, per la 29esima edizione del festival “Ai Confini tra Sardegna e Jazz”. Due band di alto livello, composte da musicisti italiani doc, due stili completamente diversi, ma legati dall’amore per il jazz e la sperimentazione, per un’esperienza musicale completa, all’insegna del jazz contemporaneo attraverso il riesame del passato ed i progetti per il futuro.

Sarà il quartetto capitanato da Innarella, dalle ore 21, ad esibirsi per primo davanti dalla platea del “Palanuraghe” di Sant’Anna Arresi. Il suono corposo e coinvolgente del sax di Innarella si intesserà in un gioco di armonie ai toni dolci del vibrafono di Francesco Lo Cascio, regalando al pubblico sonorità calde ed avvolgenti, raffinate nella loro perfezione. Le melodie dei due verranno accompagnate dalla trama ritmica stesa dalla batteria di Roberto Altamura, musicista preciso e fantasioso, e dal contrabbasso solido e possente di Pino Sallusti. Oltre ad essere un virtuoso, Innarella è un amante della musica, lo si nota subito osservando la sua gioia sul palco, ma non lascia mai che la sua grande maestria copra e tolga spazi necessari agli altri componenti. L’equilibrio che si forma durante le performance tra melodie e ritmiche è infatti un punto di forza del quartetto.

Il progetto “Uomini di Terra”, presentato al festival, è un omaggio che il quartetto ha voluto dedicare ad una storia fatta di povertà e rivolte. Ispirato dalla figura di Giuseppe Di Vittorio, che da sindacalista e bracciante nel sud Italia iniziò negli Anni Cinquanta la rivolta per l’occupazione dei campi incolti, divenendo successivamente una figura di riferimento della sinistra italiana. A completare il quadro, verranno proiettate sul fondale del palco immagini storiche scelte dal documentarista Mario Perrotta ed altre più recenti di Franco Arminio e Federico Iadarola. Secondo ensemble per questo sesto appuntamento della ventinovesima edizione del festival sarà John De Leo e la “Grande Abarasse Orchestra”, in un progetto originale assieme al percussionista americano Hamid Drake.

De Leo presenterà a Sant’Anna Arresi i brani contenuti in “Grande Abarasse”, album pubblicato ad ottobre per la “Carosello Record”. La figura artistica di De Leo non ha paragoni in Italia ed è sinonimo di geniale sperimentazione vocale e sonora. Considerato la voce più interessante del panorama musicale italiano, l’originalità della sua ricerca vocal-musicale e l'alchimia della sua arte in cui combina musica e letteratura, lo rendono un artista sui generis la cui unicità è riconosciuta anche all’estero. Storico cantante dei Quintorigo e membro di innumerevoli ensemble internazionali, De Leo ha iniziato la sua carriera solista nel 2007, col suo primo album “Vago Svanendo”, turbinoso melange di sonorità, acclamato dalla critica nazionale come uno dei più innovativi dischi italiani di sempre.

Negli ultimi anni De Leo si è dedicato a sperimentazioni artistiche che trascendono il contesto musicale, sconfinando fastosamente in territorio teatrale con alcuni spettacoli multimediali che fondono musica, recitazione e video-installazione. Il Grande Abarasse è un concept album ambientato in un ipotetico condominio dove ogni brano corrisponde a ognuno dei suoi appartamenti. «La cosa certa – spiega John De Leo - è un’esplosione improvvisa: a seconda del brano è rappresentata in modi diversi. L’accadimento viene tradotto da differenti soggettive culturali o personali contingenti situazioni emotive. Volevo che l’esplosione corrispondesse alla materializzazione di una deflagrazione interiore la cui miccia, in ognuno dei condomini, era in realtà già accesa».

«Ma non andatevene via al termine dei concerti!», annunciano gli organizzatori del festival. Infatti, la festa a Sant’Anna Arresi continuerà sino a notte tarda, diffondendo musica come ogni sera dalle Jam Session organizzate dall’“Associazione Culturale Punta Giara” nei tre jazz club del paese. Il programma completo delle attività si può trovare sul sito internet del festival. Ai confini tra Sardegna e Jazz è organizzato dall'Associazione Culturale Punta Giara, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, Assessorati al Turismo e Pubblica Istruzione, del Ministero dei Beni Culturali, della Gestione Commissariale ex-Provincia di Carbonia-Iglesias, della “Fondazione Banco di Sardegna”, delle Amministrazioni Comunali di Sant’Anna Arresi e San Giovanni Suergiu e con la sponsorizzazione della “Cantina Mesa” di Sant’Anna Arresi e della “Cooperativa Pescatori di Arborea”.

Nella foto: Pasquale Innarella Quartet
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