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A.B. 31 dicembre 2014
Nuovo appuntamento al Museo naturalistico del territorio G.Pusceddu con la personale di Lucio Fanti, in programma da venerdì 2 gennaio a domenica 1 febbraio 2015
Le Donne nel vento di Arte52


VILLANOVAFORRU - Sin dai tempi remoti, l’uomo ha utilizzato l’arte per soddisfare l’innata esigenza di esprimere se stesso ed è un fatto incontestabile che in un’opera d’arte, percettibili o meno a chi la osserva, vi siano stati d’animo, emozioni ed esperienze dell’artista. Nelle opere di “Donne nel vento”, è tangibile il senso di appartenenza territoriale e storico-artistico di Lucio Fanti, non solo per gli elementi e i soggetti rappresentati, ma anche per i materiali e le tecniche utilizzate. Le figure femminili riportano a reminescenze del proprio passato in cui le donne percorrevano, a piedi, lunghi tragitti per arrivare ai fiumi, sospinte, sostenute e contrastate da un elemento naturale, il vento maestrale così noto in Sardegna, per arrivare ad un altro elemento essenziale: l’acqua.

L’uso del bucchero, materiale già presente nell’Isola fin dal prenuragico, perfeziona e afferma con forza un’identità culturale che l’artista vuole far emergere nelle sue opere. L’inaugurazione della personale Donne nel vento si terrà venerdì 2 gennaio, alle ore 17.30, nelle sale del Museo Naturalistico del Territorio “G.Pusceddu” e si potrà visitare fino a domenica 1 febbraio 2015. Al vernissage, si accompagnerà la conclusione della personale“Vietato transitare nelle dune”, di Marina Madeddu.

«Le opere in mostra, realizzate in bucchero, raffigurano delle longilinee sagome femminili dalle linee sinuose e dai volumi accoglienti che portano sul capo i craddaxius dde liauna, tipici recipienti contenenti i panni da lavare al fiume. L’artista – spiega la curatrice Federica Assorgia - coglie l’arduo cammino che le donne, arse dalla calura estiva, ostacolate dal forte vento di maestrale o infreddolite dal gelido inverno, percorrevano per giungere finalmente alla meta: il fiume. Qui avveniva una vera e propria metamorfosi a contatto con l’acqua, che, ancora una volta nella tradizione sarda, rafforza, purifica e rigenera, conferendo una maggiore fierezza a queste protagoniste».

Nella foto: un particolare di un'opera di Lucio Fanti
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