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M.L.P.C. 31 dicembre 2014
I cagliaritani ci sperano: arriverà la neve in città? Trent’anni fa era successo e in molti si stanno preparando all’eventualità. Ma dal colonnello Torchiani poche speranze: «Freddo sì, ma quasi sicuramente niente fiocchi»
Neve a Cagliari, il colonnello Torchiani


CAGLIARI – Trent’anni fa a Cagliari scendeva la neve. Uno scenario insolito per il capoluogo: Monte Urpinu imbiancato, scuole chiuse, la spiaggia del Poetto innevata. Questa fine di dicembre 2014 si è rivelata altrettanto fredda cosi come i primi giorni dell'anno: da qualche giorno tutta la Sardegna è stretta in una morsa di gelo. Temperature sottozero in tutta l’Isola, da Nuoro a Sassari, neve a bassa quota e venti siberiani. La notte più fredda è il 31 dicembre: l’ultimo dell’anno e il primo gennaio si preannunciano come i più ghiacciati degli ultimi anni.

Cagliarioggi ha intervistato il Colonnello Carlo Torchiani, storico Metereologo: «Nella serata di ieri qualche fiocco è sceso a Monserrato e nel quartiere La Palma ma niente più, è rimasto solo sui tetti. Le speranze di una nevicata sono però basse: il vento è tra grecale e tramontana, quindi tra nord e nord est e Cagliari è protetta dai monti dei Sette Fratelli. Mentre invece dove questa protezione non c’è la neve sta scendendo, ad esempio a Tortolì». Dal 2 di gennaio la perturbazione di attenuerà, riportando la temperatura più alta di circa 8 gradi e facendola rientrare nelle medie del periodo. Tra il 4 e 5 gennaio il Colonnello avverte che ci sarà un nuovo peggioramento: i venti di maestrale soffieranno forti e faranno scendere nuovamente la temperatura.
«Di certo questo sarà un gennaio più freddo del solito: le previsioni a lungo termine ci indicano più perturbazioni e temperature leggermente inferiori alla media».

Quindi per chi si aspettava, dopo trent’anni, la città imbiancata magre speranze: «Solo se il vento dovesse girare, continua Torchiani, ma è difficile. Le nubi non sono consistenti, basta guardare il cielo: non ci troviamo in presenza di nembostrati (le nubi che danno la neve)». Insomma, il colonnello avverte: «Sperare si può se dovesse scendere un po’ di pioggia, qualche goccia potrebbe solidificarsi ma di più non si può dire. Il positivo del freddo di questi giorni è l’utilità per le colture di pesche e ciliegie: questi alberi da frutto hanno necessità di qualche giorno di freddo intenso in modo tale che le gemme, anziché diventare foglie, maturino in frutta».

Nella foto il Colonnello Torchiani
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